«Non cerchiamo scorciatoie impraticabili». Chiocchetti risponde a Talmon

Da il 17 aprile 2009

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chiocchetti2.JPG«Non cerchiamo scorciatoie impraticabili per raggiungere l’unione di tutti i ladini, percorriamo invece un cammino, certo lungo, di crescita e presa di coscienza comune» Luigi Chiocchetti, consigliere ladino e attuale segretario della Ual (Unione autonomista ladina) interviene sull’articolato dibattito suscitato dalle proposte di Emilio Talmon per una provincia ladina su modello svizzero e dell’opposizione manifesta di Luis Durnwalder. «L’unione dei ladini rimane un sogno ed è da sempre un nostro obiettivo, ma siamo persone che camminano con i piedi per terra. Il provocatorio progetto di provincia ladina proposta da Talmon richiederebbe un percorso così complicato e accidentato da renderlo inattuabile» Per il consigliere ladino sarebbe necessario mettere mano alle leggi di tre provincie (Trento, Bolzano e Belluno), allo statuto d’autonomia e alla stessa Costituzione dello Stato italiano. «Se il solo passaggio di Col, Fodom e Ampezzo è fermo a Roma che prospettive ha un disegno così ampio che incide sul territorio di tre province e due regioni?». L’alternativa per il rappresentante dei ladini di Fassa è invece quello di creare un’unità tra le genti del Sella partendo dal basso e non utilizzando forme di ingegneria istituzionale dal fiato corto. «Dobbiamo creare ponti tra le varie vallate non solo attingendo alla comune tradizione, lingua e cultura ma mettendo sul tappeto problematiche concrete come la viabilità, la formazione scolastica, il mondo delle imprese, la sanità. E’ necessario andare oltre le semplici convenzioni per questo o quel servizio ma mirare a forme istituzionali di coordinamento. Fare un cammino comune su questo terreno aiuterebbe senza dubbio ad accrescere nei ladini la propria coscienza di popolo». Sulle distinzioni tra ladini espresse da Luis Durnwalder Luigi Chiocchetti non ne fa un problema. «Penso che tale distinzione sia più un messaggio rivolto a quel di Bolzano che a noi di Trento. L’Alto Adige vive una situazione in forte evoluzione e ci sono equilibri che vanno contemperati. Noi siamo invece orgogliosi dei traguardi raggiunti che ormai superano quelli dei ladini di Bolzano. Con la riforma istituzionale la comunità ladina della Valle di Fassa, se vorrà, potrà veramente gestire un’autonomia nell’autonomia. Questo non è solo un punto di forza ma rappresenta una maggiore responsabilità in un credibile cammino di riunificazione di tutti i ladini».

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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