Moena riscalda il cuore con il suo centro da sogno

Da il 31 dicembre 2013
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Appesi ai rami de “L’Albero dei Sogni” stanno i desideri dei bambini della scuola elementare di Moena. Questi pensieri, candidi e semplici (scritti su coroncine di color bianco e oro), esprimono tanti proponimenti, dal rispettare la natura, all’agire sempre con bontà e intelligenza, al ricevere (naturalmente) un bel giocattolo per Natale, e fanno da piacevole introduzione alla passeggiata su L Vial, lungo il torrente Avisio, che conduce al centro di Moena.

3RMOENA01CVinanteUn itinerario che, tra le luci della strada e gli addobbi dei negozi, non tradisce le aspettative di una Piaz de Ramon più bella che mai. Il centro del paese – che alle sue porte accoglie gli ospiti con immagine e slogan vincente: “Moena riscalda il cuore” – trasforma in realtà i sogni natalizi dei numerosi turisti che in questi giorni trascorrono le vacanze in Val di Fassa. Da tre anni a questa parte, infatti, nella piazza moenese viene riprodotto un villaggio fiabesco, capace letteralmente di conquistare grandi e piccini.
R2MoenaNat13 007AbbatantuonoDal 23 dicembre – quando ogni dettaglio dell’arredo, a cura dell’amministrazione comunale, è stato completato – dal mattino fino al tardo pomeriggio è costante la coda di quanti si mettono in posa per scattare almeno una foto davanti alla novità dell’inverno: una deliziosa casetta di neve a forma di fungo, con finestrelle e porta in legno, custodita da folletti, dai cappelli a punta rossi. Proprio di fronte alla dimora è parcheggiata la slitta ben intarsiata (dove per i bimbi è d’obbligo salire, perché tra loro corre voce che sia proprio quella di Babbo Natale), che ha appena scaricato tanti pacchetti di legno ben infiocchettati.Ma a strappare grandi sorrisi ai bambini sono soprattutto gli animali (in legno) che sembrano saltellare allegramente nel giardino imbiancato della piazza: cervi, camosci, scoiattoli e soprattutto le renne che trainano la slitta.

Ci sono, poi, due alberi di Natale, addobbati con palle, fiocchi e cuoricini tutti rigorosamente rossi, con accanto le sedie ricavate dai tronchi, il candido pozzo in miniatura e tante lanterne che proteggono la fiamma di candele purpuree. Non manca nemmeno il tavolino, dove grandi e piccini fanno a gara per sedersi e riposare un po’, sorseggiando un paio di tazze di vin brulè. Ma niente paura, non viene servito vino ai bambini: si tratta anche in questo caso di tazze da sogno, capaci solo di riscaldare il cuore come la Fata delle Dolomiti sa fare bene.

Immagini in allegato: Cristina Vinante e F. Abbatantuono – Archivio Apt Val di Fassa R1MoenaNat13_06Vinante

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