Luis Durnwalder stronca la "provincia" ladina

Da il 14 aprile 2009

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ladiniblog.jpgRealizzare un nuovo ente territoriale per correggere l’errore della divisione dei ladini in tre province e due regioni. Non solo. Attribuire un’autentica autonomia a una popolazione rimasta per troppo tempo in posizione subordinata. Questo l’obiettivo irrinunciabile di Emilio Talmon, di Canazei, animatore del movimento “Autonomia ladina Dolomites” che ripropone il suo “credo” dopo confronto con l’Ual (Unione autonomista ladina) alle consultazioni provinciali dello scorso autunno a fianco di Gino Fontana. Oggi però arriva la stroncatura di Luis Durnwalder. «I ladini dell’Alto Adige certo non sono a favore di una provincia ladina a sè stante» ha detto senza tanti giri di parole il Landeshauptmann del Sudtirolo. Il movimento “Autonomia ladina Dolomites” è stato fondato ufficialmente il 23 gennaio 2007 per iniziativa di Emilio Talmon, personaggio molto noto a Canazei anche per il suo passato di amministratore comunale (consigliere e assessore ai tempi del sindaco ed ex-senatore Ezio Anesi) e per la sua attività di operatore nel campo idroelettrico. Gli scopi del movimento sono contenuti nell’articolo 3 dello statuto dove si parla di “promuovere e tutelare i diritti e la gestione totale del territorio, in ogni forma, in tutto l’arco dolomitico ladino, nonché promuovere gli ideali e i valori della gente, con particolare riferimento agli abitanti del territorio delle Dolomiti”. Emilio Talmon ha le idee chiare. “Non vogliamo – precisa – proporci soltanto come un movimento di zona, per la sola valle di Fassa, ma di tutta l’area ladina dolomitica, arrivando alla unificazione di tutti i ladini. In pratica miriamo alla costituzione di una vera e propria provincia che cancellerebbe l’errore storico della divisione dei ladini». Emilio Talmon è un uomo concreto e non si batte solo per una tutela linguistica e culturale della gente ladina, ma anche per solide scelte in ambito economico. Le sue posizioni infatti hanno un certo ascolto tra alcuni imprenditori che si sentono ingessati e dimenticati dalla Provincia di Trento. Di qui l’antagonismo con l’Ual ritenuto un movimento lontano dalla gente e dalla realtà, interprete – secondo Talmon – di intellettuali e dipendenti pubblici. Va bene quindi l’attenzione rivolta agli aspetti culturali ma va potenziato il legame con la base produttiva dell’economia locale. «La prospettiva di una regione autonoma ladina – spiega Fabio Chiocchetti direttore dell’Istituto culturale ladino di Fassa ma anche elemento di spicco dell’Ual – è un obiettivo per il nostro movimento già dagli anni ’90, ritenuto però non concreto e relegato quindi tra le aspirazioni“nobili”. C’è la contrarietà delle istituzioni ma direi anche scarsa propensione negli stessi ladini. L’Ual ha intrapreso un cammino realistico puntando sulla maggiore autonomia delle vallate che poi possono trovare sinergie tre loro. Un discorso diverso va fatto per Col, Cortina e Fodom che si trovano in una provincia, quella di Belluno, che non possiede forme istituzionali di tutela per le minoranze. Per esse ha un senso la riunificazione nella regione Trentino – Alto Adige».

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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