Piano viabilità da 300 milioni in Fassa

Da il 22 gennaio 2011

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Trecento milioni di euro per viabilità e mobilità. La procuradora Cristina Donei  per il Comun general e Raffaele De Col in rappresentanza della Provincia hanno definito un progetto a lungo respiro pe tutta la valle. Entro giugno la Provincia delibererà lo stanziamento con la scaletta degli interventi. «L’incontro di ieri – spiega Cristina Donei – è il frutto di un intenso lavoro portato avanti da una commissione e dalla giunta formata da tutti i sindaci della valle. Fassa – continua la procuradora – si caratterizza per la sua monocultura turistica. Dopo una fase di espansione spropositata dei posti letto ora cerca di puntare sulla qualità. E per fare qualità il primo nodo da sciogliere è quello della viabilità, quindi cura delle vie di comunicazione, e mobilità, cioè mezzi più efficienti e  meno impattanti per muovere le persone». Il documento prevede una serie di lavori e di interventi scaglionati nel tempo. Quest’anno si concluderà la “bretella” di Vigo di Fassa (il collegamento diretto con il passo Costalunga) poi i lavori proseguiranno con la realizzazione della rotatoria  nei pressi dell’Hotel Olimpic dove la strada incrocia la statale 48 delle Dolomiti. C’è accordo anche sulla realizzazione del parcheggio interrato, filtro  indispensabile tra la nuova strada e la partenza degli impianti a fune Catinaccio. Via libera per la circonvallazione Campitello – Canazei pronta per il 2017 (costo 65 milioni di euro). Anche qui sarà necessario realizzare parcheggi interrati già previsti in via Pareda, in prossimità della stazione degli impianti a fune del Belvedere. C’è poi il turno di Pozza e Soraga, paesi che da tempo chiedono una strada di scorrimento veloce che possa togliere il traffico all’interno dei centri abitati. Ci sono ancora perplessità sul tracciato per il centro Fassa mentre per Soraga la nuova strada dovrebbe collegarsi alla circonvallazione di Moena e uscire in prossimità del ponte già realizzato sull’Avisio all’altezza della cava Sevis. I costi sono piuttosto sostenuti (80 milioni di euro per ciascuna opera) e i tempi si allungano fino al 2025. Attenzione anche all’accesso ai passi. In particolare per il passo Sella dove la strada, per motivi geologici, frana verso valle. Interventi anche per la carrozzabile di passo Fedaia che, nonostante la presenza di cannoni per provocare il distacco delle valanghe, chiude ancora nei momenti più critici. C’è poi la mobilità con l’adozione di un piano simile a quello proposto per Fiemme in occasione dei Mondiali 2013. In pratica l’utilizzo di mezzi ecologicamente meno impattanti. Qui il discorso si fa più nebuloso visto che in Fiemme si sono spese molte parole sui mezzi tecnologicamente avanzati (trazione elettrica o idrogeno) che difficilmente saranno utilizzati per quella data. Il documento elaborato dal Consei di ombolc su proposta della commissione mobilità, viabilità e trasporti del Comun general e sottoposto all’assessorato provinciale ai lavori pubblici prevede anche opere di arroccamento alle stazioni sciistiche e interventi sulla pista ciclabile. Ora c’è attesa che le parole diventino fatti.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

Un Commento

  1. l'ors

    23 gennaio 2011 at 21:13

    trecento milioni di euro mi sembrano tanti, per di più non risolvono il problema del traffico in valle. La valle di fassa in fondo è chiusa, sui passi il traffico prima o poi verrà regolamentato se non vietato. Voglio capire a cosa servono tutti quei parcheggi e quelle circonvallazioni se il traffico arrivato in fondo alla valle si dovrà bloccare.
    Ripensiamo il tutto e cominciamo a mettere tutti quei soldi su una mobilità diversa, la mobilità su rotaia ad esempio, non una metropolitana di superficie, ma bensì un trenino collegato con la rete ferroviaria nazionale ed internazionale.
    Incentivare l’arrivo dei turisti in treno se si vorrà invertire la rotta e fare della Valle di Fassa la vera perla delle dolomiti.

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