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Ciajeole è uno dei riunioni più antichi di Moena. E proprio le viuzze, le case e i fienili per due giorni, si sono animati ospitando studi d’ artisti che scolpiscono il legno, rustiche taverne e banchi per l’assaggio del vino e del formaggio. C’è poi stata tanta musica offerta da complessi locali. Quest’anno la festa di Ciajeole è stata scelta come vetrina da parte del “Consorzio dei Mascherai Alpini”, un’associazione che raccoglie tutti gli appassionati dei carnevali alpini, e in particolare della maschera lignea. Nei rustici scultori fassani, friulani, lombardi e austriaci hanno esposto le loro creazioni e illustrato la lunga storia che sta dietro tali creazioni. Le maschere lignee carnevalesche hanno radici antiche. Dagli anni cosiddetti “bui” del Medio Evo provengono notizie delle manifestazioni di sfrenato rovesciamento delle consuetudini, dei ruoli e della realtà, che avvenivano nel breve periodo delle dodici notti tra Natale ed Epifania. Tutte le regioni dell’Arco alpino ne sono state in qualche modo influenzate e hanno sviluppato pratiche carnevalesche originali, sedimentandole in riti codificati nel corso dei secoli. I carnevali alpini si sono sviluppati nei secoli e si sono conservati quasi integri fino a pochi decenni fa. Sono un pezzo importante della cultura popolare di cui essere orgogliosi. Merito anche della abilità e creatività degli scultori, quasi sempre non professionisti. uniti in questa associazione nata alcuni anni fa.