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Sono dischi di legno dipinti a mano in lingua tedesca detti scheibe, utilizzati nel tiro al bersaglio, simbolo di una antica tradizione quasi completamente dimenticata e che Claudio Menapace ha riportato alla luce. Ora sono esposti fino al 20 agosto presso la sala mostre del circolo culturale Valentino Rovisi. Risale al 15° secolo l’ordinamento di Federico IV d’Austria, detto Tascavuota che ordinava a tutti gli uomini della contea del Tirolo di addestrarsi all’uso delle armi per difendere la propria Heimat, cioè il proprio territorio dalle invasioni così frequenti in quel tempo. Sorsero così i primi poligoni di tiro dove ci si esercitava tutte le domeniche e i giorni festivi, dal 24 aprile, S. Giorgio, all’11 novembre, S. Martino. Anche a Moena esisteva tale struttura frequentata anche dalla borghesia bolzanina in vacanza. I pittori dell’epoca rappresentavano sui dischi di legno la vita del tempo, i costumi, i personaggi che poi venivano collezionati e trattenuti come ricordo di ore liete. Tale tradizione, ormai cancellata, è stata riportata in auge dall’artista Caludio Manapace. Appassionato cacciatore si è dedicato a rappresentare la natura e gli animali. Una sua Scheibe raffigurante Sant Hubertus di fronte al cervo con la Croce tra le corna è stata donata a papa Giovanni Paolo II nell’anno 2000.