Soraga, cade dalla bici e muore sulla ciclabile

Da il 5 agosto 2013
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Un uomo, sembra un turista, è morto questa mattina mentre stava percorrendo in bicicletta la pista ciclabile della Val di Fassa, tra Pozza e Soraga.

Secondo i primi accertamenti, pare che il decesso sia stato provocato da un malore.

L’uomo, caduto dalla bici, è stato soccorso dai sanitari del 118 ma ogni tentativo di rianimazione è stato vano.

E’ caduto sull’asfalto colpito da una crisi cardiaca davanti ai suoi nipoti. Francesco Ragazzo, 72 anni, trevigiano, ha perso la vita mentre si trovava in vacanza in Val di Fassa.

Lunedì mattina aveva deciso di andare a raccogliere fragole nei boschi con i due nipoti. La famiglia era in vacanza dalle parti di Fontanazzo, in Trentino Alto Adige, da inizio luglio.

Lunedì Ragazzo aveva quindi inforcato la bicicletta con i nipoti per raggiungere un bosco dalle parti di Vigo di Fassa.

Poco prima di mezzogiorno sulla pista ciclabile, a Soraga, il malore. Colpito da arresto cardiocircolatorio, è caduto a terra. Nulla hanno potuto i nipoti. Sul posto in pochi minuti è arrivato anche l’elisoccorso, ma non c’è stato nulla da fare.

I medici non hanno potuto far tornare il battito cardiaco al 72enne trevigiano.

L’uomo soffriva di aritmia cardiaca, e in passato era stato anche sottoposto a un intervento. Ma, da quel momento, non aveva mai avuto gravi problemi. Anzi, andare in bicicletta era stata sempre la passione, a cui non aveva voluto rinunciare.

Quella di lunedì doveva essere una semplice scampagnata con i nipoti, in un percorso poco impegnativo, ad andatura tranquilla.

Ragazzo si trovava in Val di Fassa con la famiglia da inizio luglio: aveva fatto ritorno nella sua casa di Treviso solo il 27 e il 28 luglio per sbrigare alcune commissioni, poi era tornato al fresco delle Dolomiti.

Il pensionato avrebbe compiuto 73 anni a novembre. Era stato un piccolo imprenditore, aveva aperto a Treviso un’azienda che vendeva all’ingrosso ricambi per orologi.

Un attività avviata bene, che da qualche anno è passata nelle mani dei figli, che hanno voluto tenere il nome del padre nella denominazione dell’azienda.

La ditta “Ragazzo francesco s.r.l” era nata negli anni 70 dal padre Francesco, già orologiaio riparatore da anni, in Pescheria. Si è poi igrandita fino ad approdare nel 1988 in posizione strategica, appena fuori delle mura, in Via dei Da Prata, 8. «Mio padre», ricorda Marco Ragazzo, «era un uomo leale e corretto nel lavoro, così come nella vita privata. In molti si rivolgevano a lui per avere dei consigli, anche perché sapeva sempre dare una risposta con le parole giuste. Era un uomo saggio».

Oltre a Marco, Francesco Ragazzo lascia la moglie Gianna, gli altri due figli Massimo e Laura, oltre ai suoi sette adorati nipoti e altri parenti.

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