Sanatoria sofferta in consiglio comunale a Moena

Da il 18 novembre 2009

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cantiere.JPGPassaggio greve per il consiglio comunale chiamato a votare la deroga in sanatoria di un abuso edilizio. Una difformità urbanistica relativa all’Hotel Someda, di proprietà della società “Le stelle” vicina alla persona dell’ex – assessore all’agricoltura e al patrimonio boschivo Mauro Degiampietro. Le dimissioni del rappresentante di giunta sono state accettate all’unanimità dai consiglieri che hanno nominato Alberto Kostner come sostituto. Se il passaggio del testimone in giunta è avvenuto senza particolari difficoltà, più lunga e sofferta è stata la votazione per gestire, almeno a livello comunale, una vicenda sempre più ingarbugliata. Al termine di una lunga discussione il provvedimento è passato con dieci voti a favore, tre astensioni e un voto contrario. La licenza edilizia staccata per l’Hotel Someda prevedeva l’ampliamento del fabbricato con la realizzazione di un garage interrato. Un sopralluogo dell’ufficio tecnico aveva invece rivelato lavori anche per un centro benessere non ancora autorizzato. Di qui il fermo del cantiere nella parte contestata in attesa di dirimere la delicata questione. La proprietà ha quindi imboccato la strada della deroga in sanatoria, una procedura non certo “canonica” ma compatibile con la giurisprudenza. E’ purtroppo sempre più diffuso il costume di mettere in regola costruzioni realizzate senza regolare concessione edilizia e per ora molte sentenze hanno avvallato tale procedura. Non è la prima volta poi che l’amministrazione comunale ha concesso tale sanatoria. A memoria del sindaco Riccardo Franceschetti, il consiglio comunale ha approvato in dieci anni tale dispositivo nei confronti dell’Hotel Dolce Casa, il Parco e Valsorda. In passato si trattava di privati che avevano compiuto delle difformità progettuali abbastanza contenute. Nel caso dell’Hotel Someda le relazioni tecniche parlano di un volume di 900 metri cubi e una difformità nell’altezza dell’edificio di tre metri. Insomma, non è il caso di una finestra di troppo o di un poggiolo non tracciato sul progetto. In questo caso il consiglio comunale ha seguito strade diverse. La maggioranza con il consigliere del gruppo “Enrosadira” Alberto Felicetti ha votato a favore. Una forma di solidarietà nei confronti del sindaco che in caso di blocco prolungato del cantiere potrebbe essere esposto a ritorsioni legali. I consiglieri di minoranza si sono astenuti salvo Gilberto Volcan che ha espresso un deciso no. La questione è apparentemente conclusa. Sul tappeto rimangono gli oneri da pagare valutati intorno ai cento mila euro ed eventuali procedimenti penali.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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