Rina Chiocchetti è “Uomo probo” 2011

Da il 24 luglio 2011

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Minuta, sorridente, entusiasta della vita. Si è legata in cordata con mitici rocciatori che hanno fatto la storia delle Dolomiti, ma non solo. Da sempre pratica la solidarietà, quella diretta, in prima persona, umilmente, senza dare nell’occhio. Questa è Caterina Chiocchetti, Rina del Moro per gli amici, che ieri ha ricevuto in Val d’Ambiez, il premio «Uomo probo» giunto alla quarta edizione. Negli anni precedenti il riconoscimento era stato assegnato a Walter Micheli, ex vice presidente della Giunta provinciale di Trento; a Franco Giacomoni, già presidente della SAT e a Pietro Nervi, economista. Ieri le «quota rosa» sono entrate prepotentemente anche nell’annuale riconoscimento che l’associazione Ars Venandi, in collaborazione con il Comune di San Lorenzo in Banale, assegna a chi ha coniugato solidarietà, senso della comunità e costante azione a favore della montagna e della sua gente. All’ «Uomo probo» quest’anno è stata preferita una donna che nella sua vita ha saputo unire montagna e solidarietà. Ha iniziato ad arrampicare a 18 anni. Suoi compagni di cordata sono stati Mario Stenico, Giorgio Livanos, Riccardo Cassin, Alessandro Gogna, Donato Zeni e tanti altri. Ha arrampicato con Bepi Defrancesch con cui aprì una via sulla Torre Marco Dellantonio nel gruppo del Sella. In sessant’anni ha percorso più di mille vie, alcune di grande fama come la Est del Catinaccio, lo spigolo giallo della Lavaredo, la Dülfer all’Antermoia. La sua passione per la montagna è però impastata in maniera indissolubile con l’impegno sociale. Dal 1967 guida il gruppo “Mani amiche” che ha il compito di tenere i collegamenti e di aiutare i missionari moenesi che operano in tutto il mondo. Ma l’impegno di solidarietà non è solo con i lontani. Con fedele costanza visita le case di riposo di Predazzo e Vigo di Fassa portando il suo ottimismo. La sua casa è sempre aperta. Non solo per gli amici ma per tutti quelli che hanno una necessità o solamente voglia di scambiare una parola. Le persone in difficoltà hanno trovato sempre in lei un’amica, una confidente e un punto di riferimento. Erano in tante le persone convenute ieri all’Edicola Sacra del cacciatore in un simbolico gemellaggio tra alpinisti delle Dolomiti di Brenta e di Fassa all’insegna della dichiarazione dell’Unesco Dolomiti “patrimonio dell’umanità”. La premiazione è avvenuta dopo la messa celebrata da mons. Luigi Bressan (arrivato a piedi con lo zaino in spalla in compagnia del questore di Trento Giorgio Iacobone). Lo hanno consegnato Osvaldo Dongili, presidente dell’associazione “Ars venandi” e Gianfranco Rigotti, sindaco di S. Lorenzo in Banale. Molti gli amici di Fassa convenuti con il sindaco di Moena Riccardo Franceschetti a testimoniare l’affetto e la riconoscenza verso questa piccola grande donna.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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