Pozza. Inaugurata la ferrata "I magnifici 4"

Da il 5 luglio 2010

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ferrataweb.JPGI nomi di Alex, Diego, Erwin, e Luca non sono scritti solo nei cieli – come vuole la frase evangelica pronunciata da don Alessandro – ma ora è scolpita nel metallo della targa che apre la ferrata a loro dedicata sulle pareti strapiombanti dei Maerins in Valle San Nicolò. E’ stata inaugurata con la celebrazione di una Messa la nuova via intitolata «I magnifici 4» per ricordare i soccorritori periti sotto una valanga nel corso di un intervento in Val Lasties. Erano in molti presso la Baita Cuz, sul Buffaure a testimoniare l’affetto e l’attaccamento ad Alessandro Dantone, Diego Perathoner, Luca Prinoth ed Erwin Riz. Oltre ai famigliari, molti gli amici, le autorità tra cui il presidente Lorenzo Dellai e l’assessore Tiziano Mellarini.« La tragedia della Val Lasties – ha detto don Alessandro – ci insegna che nella vita non siamo chiamati a fare i battitori liberi ma a intrecciare le nostre esistenze con quelle degli altri e questo, a volte, a costo della vita». «Siamo qui – ha confermato Lorenzo Dellai – in questa giornata di sole per far trionfare la vita sulla morte e non la morte sulla vita come è avvenuto in questo freddo inverno. Quindi il messaggio del nostro incontro di oggi è manifestare un segno di speranza, di fiducia nel futuro e di doverosa vicinanza al dolore dei famigliari». Parole di elogio sono andate al Soccorso Alpino e a tutte le forze del volontariato che costituiscono, per il presidente Dellai – una ricchezza inestimabile e un punto fermo delle comunità. «Ci aspettano – ha concluso – tempi difficili e molte cose sono cambiate anche in Trentino. Tutti siamo chiamati ad affrontare una difficile salita, una ferrata ma se attingeremo ai valori di semplicità, sobrietà, senso del dovere, identità e solidarietà espressi dai nostri soccorritori, sapremo superare la prova».Diversi alpinisti e guide alpine hanno percorso la salita partendo, nelle prime ore del mattino dalla Valle S. Nicolò. La via, molto ardita, si sviluppa tra due grandi pilastri, battezzati in lingua ladina col nome di “gemelli”. Si tratta dei resti fossili di una grande scogliera corallina in parte sommersa e nascosta dalle colate di lava del Buffaure. Il progetto è nato dalla volontà di ripristinare un sentiero attrezzato utilizzato nella Grande Guerra come seconda linea e punto di avvistamento verso le creste del Malinverno, passo delle Selle e l’intera cresta del Costabella. I primi trenta metri della ferrata sono estremamente verticali e volutamente realizzati con pochissimi appoggi per i piedi. Questo per dissuadere chi non ha l’esperienza e la forma fisica per affrontare un’impegnativa arrampicata. Si prosegue poi tramite un esposto traverso, successivamente, con un’alternanza di placche, diedri, piani inclinati si raggiunge il primo posto di riposo panoramico che domina la valle dei Monzoni. Da qui parte in verticale il tratto acrobatico strapiombante che con una traversata spettacolare molto aerea permette di raggiungere l’ estremità dell’enorme fessura, da dove poi si raggiunge la cengia boschiva. Di qui si prosegue per vari terrazzamenti fino al tratto finale che porta sui prati del Buffaure. Le guide ricordano che il percorso è estremamente difficile e adatto solo ad alpinisti esperti.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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