Passo Fedaia: parlano gli operatori

Da il 31 marzo 2010

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fedaia.jpg«Non servono i cannoni per far scendere a valle le valanghe se poi la strada per il passo Fedaia rimane chiusa». Gli operatori del passo, ormai stanchi di promesse, chiedono non solo sicurezza ma soprattutto agibilità della strada che porta ai piedi della Marmolada. «Anche quest’anno – spiegano – nonostante il distacco pilotato della neve con l’impiego dell’elicottero, la Statale 641 è rimasta chiusa per molto tempo, quasi quanto l’inverno 2009 che è passato alla storia come uno dei più nevosi degli ultimi trent’anni. Far scendere la neve dai versanti pericolosi ma non permettere il transito non ha alcun senso per quelli che vivono e lavorano sul passo. Meglio sarebbe risparmiare le risorse per costruire opere in grado veramente di proteggere la strada». Il tracciato che porta a passo Fedaia è un vero grattacapo per gli esperti di viabilità di alta montagna. La Statale 641 taglia versanti prativi molo scoscesi esposti a sud dove il manto nevoso risulta sempre instabile. Ci sono alcuni punti dove le valanghe si abbattono con forza inaudita. Anni fa proprio all’altezza di un canalone era stato creato un viadotto in cemento armato per allontanare la strada dalla montagna. Progetto fallito perché una grossa valanga riuscì a disarcionare il ponte dai pilastri che ancora oggi sono visibili per chi transita da quelle parti. La soluzione radicale sarebbe quella di far passare parte della strada all’interno della montagna ma questo richiederebbe l’impiego di ingenti risorse economiche. La Provincia invece intende sistemare dei “gasex”, specie di cannoni ricurvi riempiti di gas. L’esplosione azionata a distanza e indirizzata verso il terreno provoca il distacco pilotato della neve. L’intervento va accompagnato dal posizionamento di paravalanghe. Tre anni il tempo previsto per l’intero lavoro.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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