Olimpiadi invernali 2026 in Trentino

Da il 21 dicembre 2014
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Il Presidente del Consiglio , Matteo Renzi , ha lanciato la proposta di candidare l’Italia alle prossime Olimpiadi estive del 2024.

E questo già ha creato in ordine sparso anche in Trentino proposte territoriali di candidature .

Il 18 marzo 2014 l’Assessore Tiziano Mellarini  in Commissione consiliare nel ricordare l’esito dell’evento delle Universiadi che si sono svolte in Trentino nel dicembre 2013 ha riferito il commento del Presidente del CONI  Giovanni Malagò il quale vedrebbe  il Trentino dotato di tutti i numeri per ospitare una grande evento sportivo.

Il Trentino non ha al momento avanzato alcuna candidatura in vista delle Olimpiadi invernali del 2026, ma una certa suggestione la crea.

Questi grandi eventi comportano degli impegni finanziari notevoli con dubbie ricadute sul territorio. Non dimentichiamo che tra le cause della grande crisi greca vanno annoverate le Olimpiadi estive del 2004 mentre per l’Italia non meno edificanti sono state  quelle  invernali di Torino del  2006.

La domanda e la provocazione  che poniamo è la seguente ; questo tipo di  manifestazioni sono ancora attuali? I grandi eventi al di là dell’effetto mediatico del momento possono essere occasione di sviluppo economico oppure è meglio investire in altre iniziative meno impegnative?

La  riflessione che mettiamo sul tavolo  è la seguente.

Se guardiamo ad un  evento sportivo fine a sé stesso  la nostra risposta  è che è meglio lasciare perdere . Il Sudtirolo ad esempio ha fatto questa scelta da tempo.

Se invece la riflessione sull’organizzazione di un simile evento in Trentino nasce da una visione e da un obiettivo destinato a lasciare un’eredità sul territorio, e parte di una strategia di ampio respiro  allora vale la pena ragionarci.

La nostra visione parte dalla Xlll Conferenza delle Alpi  tenutasi a Torino  il 21 novembre 2014. Essa rappresenta l’organismo politico della Convenzione delle Alpi che riunisce ogni due anni i rappresentanti di Governo degli otto Stati europei  della Convenzione  e delle Parti contraenti aderenti .

Il programma di Lavoro Pluriennale 2011-2016 è stato caratterizzato dalle tematiche ed obiettivi riguardanti i cambiamenti climatici, cambiamenti demografici, turismo, mobilità e biodiversità.

Di tale programma di lavoro  figura la Strategia Macroregionale dell’Unione Europea per la Regione Alpina ( EUSALP) il cui punto di riferimento è la cooperazione transnazionale a sostegno del territorio delle Alpi .

Citiamo poi   la 5° Relazione sullo Stato delle Alpi la quale esamina le dinamiche demografiche in corso nel territorio alpino.

Tra le decisioni prese in sede di Conferenza quella di istituire un Gruppo di lavoro ad hoc dedicato al turismo sostenibile  al fine di valorizzare le potenzialità di un turismo alpino di cui si possa garantire la sostenibilità economica , ambientale  e  sociale quale fattore decisivo della popolazione locale e l’attrattività delle Alpi.

Ed ancora l’approvazione delle Linee guida per l’adattamento climatico a livello locale nelle Alpi predisposte nel corso del mandato italiano al fine di offrire alle amministrazioni territoriali di tutti i Paesi Alpini uno strumento proattivo di supporto alla governance delle strategie di adattamento a livello locale.

Il mandato del prossimo biennio per la Presidenza della Convenzione delle Alpi  passa ora alla Germania  ed il Ministro tedesco Barbara Hendricks ha già dichiarato le intenzioni di identificare le tematiche legate ai settori della Green Economy quali la biodiversità , turismo sostenibile, trasporti e mobilità nonché l’ulteriore rafforzamento dei rapporti con la Macroregione Alpina.

Venendo ora noi, la proposta di una ferrovia per la valli dell’Avisio centra perfettamente gli orientamenti della Convenzione delle Alpi ma tale opera  non deve essere fine a sé stessa ma deve allargarsi anche alle valli del Noce perché il percorso progettuale ferroviario in Trentino deve essere procedere da occidente ad oriente. Così fu si dall’inizio della progettazione delle tramvie trentine nel secolo scorso nel quale la ferrovia Trento-Malè e la Lavis-Moena erano considerate l’una complementare all’altra. Le Dolomiti del Brenta gemellate con le Dolomiti orientali.

Dunque riflettere concretamente sulla candidatura  del Trentino alle Olimpiadi del 2026 non ha solo  il significato di evento sportivo ma l’occasione di fissare una data per l’attivazione della ferrovia almeno come primo collegamento tra Penia e Cavalese ma anche la prima concretizzazione di un tassello che dovrebbe essere parte del futuro corridoio ferroviario St.Moritz-Venezia passando per le Dolomiti.

E’ un ragionamento macchiavellico, con il quale il mezzo giustifica il fine ma anche l’occasione per dotare i territori di un nuovo strumento per dotare il turismo di un nuovo strumento operativo.

Ricordiamo che farsi tentare da una candidatura di questo senza ipotizzare una infrastruttura ferroviaria è tempo perso e la dimostrazione viene dalla recente bocciatura di Cortina ove fra le motivazioni addotte anche l’assenza di una ferrovia ha avuto il suo peso.

Non solo Olimpiadi però, ma anche una riflessione più vicina . Il prossimo anno si attende la visita del Commissario UNESCO Graeme Worboys per verificare i risultati raggiunti nella gestione del patrimonio dolomitico successivamente al riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità.

Nelle valutazioni che verranno effettuate , il traffico è un elemento di forte criticità e tra le motivazioni che potrebbero mettere a rischio la riconferma del riconoscimento UNESCO.

Perderla sarebbe una figuraccia mondiale e dal peso economico non indifferente . A fronte di ciò facile dimostrare che non avere una ferrovia nelle Dolomiti rappresenterebbe un costo maggiore che averla.

Ma perché questo si avveri non basta ragionare di cambiamenti climatici ma anche dei cambiamenti doverosi in seno all’organizzazione degli uomini con una classe politica ben determinata a lavorare in questa direzione ed la necessità di una rinnovata classe dirigente e imprenditoriale che si muova su questa  lunghezza d’onda.

Massimo Girardi   Associazione Transdolomites

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