“Non si uniscono i ladini staccando Moena”. Lettera di Alberto Felicetti

Da il 19 giugno 2011

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Emilio Talmon rifiuta di riconoscere l’appartenenza dei Moenesi al gruppo etnico Ladino e la collocazione di Moena in val di Fassa, ritenendola situata in val di Fiemme. A sostegno di quanto afferma menziona l’appartenenza di Moena alla Magnifica Comunità di Fiemme, il confine (politico) del Principato Vescovile di Trento a Nord di Moena e finanche varie associazioni aventi sede in val di Fiemme.
Crediamo che questa volta l’innato spirito polemista e combattivo, da tutti riconosciutogli, abbia giocato al buon Emilio Talmon un brutto scherzo. Giova infatti ricordargli a questo punto che tutta la valle di Fassa, a partire dal lontano 1817, venne definitivamente staccata dalla diocesi di Bressanone e dal Distretto di Bolzano ed aggregata alla diocesi di Trento e al Distretto di Cavalese, vale a dire proprio lo stesso distretto di Fiemme al quale già apparteneva Moena all’interno del Principato vescovile e della Diocesi di Trento di cui condivise la storia in seno alla Magnifica Comunità di Fiemme senza mai perdere peraltro le proprie caratteristiche ladine.
Le comunità rurali di pastori-contadini insediate in queste valli si fondavano sulla proprietà collettiva di vasta parte del territorio, specie per i boschi ed i pascoli d’alta montagna e questa è la spiegazione dell’appartenenza di Moena alla Magnifica Comunità di Fiemme.
Ricordo ancora che all’interno dei confini dell’antica pieve di Fiemme anticamente erano compresi anche i comuni di Capriana, Valfloriana, Anterivo e Trodena, i primi due in territorio della val di Cembra e i secondi in Alto Adige vale a dire in territorio tedesco e che quindi nulla avevano a che fare con la valle di Fiemme.
Trodena, che anche attualmente fa parte della Magnifica Comunità di Fiemme, non appartiene certo alla valle fiemmese, si trova addirittura al di là del passo San Lugano sulle pendici della val d’Adige.
Evidentemente il Talmon non ha nozione di cosa significhi appartenere ad un gruppo etnico che ha in comune lingua, storia e tradizioni, nè ha nozione dei criteri che sanciscono i confini fisici.
A Moena si parla da sempre il Ladino, lingua italo-romanza, e i Moenesi sono sempre stati in prima linea a difendere la loro lingua, la loro ladinità, la loro appartenenza soggetta sempre più a un processo di italianizzazione. E i Moenesi sono carichi di sentimento di appartenenza a questa entità collettiva che parla il ladino ed è dotata di proprie radici costumali e propri fondamenti culturali. Lo testimonia nel suoi scritti lo stesso Guido Iori de Rocia.
In base all’osservazione morfologica del territorio (crinali, valichi, fiumi, gole, strettoie. Criterio universalmente adottato per stabilire i confini fisici di una vallata o altra identità territoriale) i confini fisici tra le valli dell’Avisio sono: fra la val di Cembra e la val di Fiemme nella strettoia a sud di Molina;.fra la val di Fiemme e la val di Fassa nella strettoia tra Forno e Mezzavalle.
E allora caro Emilio Talmon, ora che sei consigliere del Comun General de Faschia fai il bravo politico e smettila di insistere su questo argomento per il tornaconto politico che credi di acquisire e pensa invece a percorrere la strada che porti all’unità del popolo ladino. Qui sì che tutti i ladini, Moenesi compresi, ti possono seguire.
Sezione Lega Nord Val di Fassa
Alberto Felicetti

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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