Non c'è la famiglia nello statuto del "Comun General"

Da il 3 settembre 2009

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c11pozza.JPG«Come coordinatore della Consulta delle Famiglie della Valle di Fassa noto che nella bozza dello Statuto del “Comun General de Fascia” tra le finalità richiamate nell’articolo due e seguenti, non c’è nessun riferimento alla famiglia». Fulvio Chiocchetti, esprime la sua perplessità sulla bozza dello statuto pubblicato in questi giorni sul sito del Comprensorio ladino di Fassa. Il 30 aprile 2008 rispondendo ad una specifica richiesta del Presidente del Comprensorio Ladino di Fassa, Leonardo Bernard, sentito anche il parere del Consiglio Direttivo della Consulta delle famiglie, Fulvio Chiochetti chiedeva di inserire tra le finalità del “Comun general de Fascia” il sostegno e la promozione della famiglia, nel riconoscimento del suo valore sociale e formativo.
Proponeva inoltre di richiamare nell’articolo tre, il ruolo della famiglia come soggetto sociale, adottando tutte le azioni per sostenere il nucleo familiare nel libero svolgimento delle sue funzioni, in collaborazione con la Consulta delle Famiglie della Valle di Fassa quale organismo propositivo e consultivo in materia di politiche per le famiglie. «Queste nostre proposte – continua Chiocchetti – furono a suo tempo inoltrate anche agli altri sindaci della Valle di Fassa e agli assessori competenti ma ora non ne troviamo traccia nella bozza di statuto. Nell’articolo otto dello Statuto notiamo invece che “il Comun General ispira la propria azione al principio di non discriminazione e di garanzia delle pari opportunità” e istituisce la “Consulta per le pari opportunità” della Valle di Fassa con funzioni di promozione, proposta e consulenza degli organi del Comun General de Fascia». Intento certamente lodevole per Chiocchetti ma, mentre si è accolta la problematica dell’equiparazione dei diritti uomo – donna, non è rimasto nulla per la famiglia. «Vorrei ricordare quindi ai nostri cari amministratori l’impegno preso con le famiglie fassane quando nell’anno 2007 tutti i Consigli comunali della Valle di Fassa avevano approvato lo Statuto della Consulta delle Famiglie. Gli amministratori comunali, istituendo e riconoscendo a suo tempo la Consulta quale organismo propositivo e consultivo in materia di politiche famigliari hanno dato un importante segnale sia a livello locale che provinciale. Il modello fassano infatti è stato portato anche fuori dai confini provinciali, ma i buoni propositi come si sa, non devono rimanere sulla carta o essere addirittura disconosciuti» . La Consulta delle famiglie inoltre ricorda come il Governo provinciale da anni promuove e crede nella famiglia, investendo su di essa come principale “risorsa” del territorio. Questi segnali sono fondamentali per dare certezze alle famiglie affinché possano progettare con serenità il proprio futuro. E’ strano, quindi, che a livello locale si proceda con una diversa sensibilità.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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