Moena. L'Alzheimer non fa più paura

Da il 13 agosto 2010

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«Le valli di Fiemme e Fassa hanno necessità di un geriatra». L’appello è di un gruppo di familiari con anziani, affetti da patologie caratterizzate da deterioramento cognitivo come la demenza senile e il morbo d’Alzheimer. La richiesta d’aiuto è arrivata dopo una riunione di famigliari tenuta a Moena con il neoassessore alla sanità del comune fassano Luca Rigoni. Erano presenti anche il medico di base Guido Dalprà, e l’ufficiale sanitario delle Valli di Fiemme e Fassa Luca Nardelli. Il gruppo dei familiari ha deciso, inoltre, di costituirsi in associazione per meglio tutelare i pazienti affetti da malattie così debilitanti. In prima battuta i parenti hanno chiesto la presenza di un geriatra nelle valli almeno per un giorno al mese, meglio per due pomeriggi visto che presso l’ospedale di Fiemme non è presente alcun specialista in geriatria. Tale figura sarebbe di grande aiuto per i pazienti e le loro famiglie, oggi costretti a recarsi nel capoluogo per una diagnosi o un piano terapeutico. «Il viaggio a Trento con persone molto anziane e affette anche da altre patologie– spiegano i famigliari – risulta piuttosto gravoso». «Per avere la presenza in loco di un geriatra – ha detto il dottor Nardelli – è necessaria la mobilitazione dei sindaci di Fiemme e Fassa e un coinvolgimento delle rispettive Comunità di Valle. Sarebbe inoltre utile recensire il numero degli ultraottantenni nelle due valli e avere una proiezione per i prossimi vent’ anni, poiché le patologie della vecchiaia avranno un impatto notevole nel futuro, visto il prolungarsi della vita media». I famigliari hanno anche ipotizzato un accordo con le residenze per anziani (Rsa), che, rendano disponibili, su prenotazione, due stanze per garantire un sollievo ai familiari specialmente nelle fasi iniziali o medie della malattia. Tali posti potrebbero essere finanziati, oltre che dai famigliari, dai Comuni con il sostegno di altri enti. Non si tratterebbe, in questo caso, di malati in stadio avanzato, per cui è già previsto un ricovero in Rsa, ma di una degenza a tempo per alleviare la fatica dei famigliari. I famigliari presenti hanno infine approvato la costituzione di una associazione capace di diffondere sul territorio la conoscenza delle patologie senili caratterizzate dal deterioramento cognitivo. Non solo. L’impegno nel tessuto sociale potrebbe essere uno strumento utile per sfuggire allo stigma sociale e favorire la crescita di legami tra persone con la convinzione che oltre a quella farmacologica, la terapia psico-sociale sia utile a qualsiasi stadio della malattia. Tra i progetti futuribili la creazione di un portale in Internet dedicato al tema e l’organizzazione di un convegno capace di dare impulso alle richieste dei famigliari.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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