Moena.Fuga di gas. Evacuati 11 turisti

Da il 18 settembre 2010

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Durante la posa della rete di fibre ottiche la fresa della ditta Geosmar ha tagliato l’alimentazione elettrica di alcuni condomini e tranciato la conduttura principale del metano. Ci sono volute sette ore per bloccare la fuga di gas. Undici turisti hanno lasciato la loro casa per trovare ospitalità nell’albergo del sindaco. La giornata di giovedì è iniziata male per i residenti di Strada de Ischia. Alle 9.30 la fresa della ditta Geosmar, impegnata a posare la linea di fibre ottiche, ha tagliato l’alimentazione elettrica di alcuni caseggiati. Il peggio però è avvenuto alle 14.30 quando è stato tranciato il tubo principale che distribuisce il metano. Solo alle 21.30 i tecnici sono riusciti a chiudere la falla dopo ore di panico. Undici persone hanno lasciato la loro casa e hanno trovato ospitalità, per la notte, nell’albergo del sindaco. L’incidente occorso a Moena è una brutta storia. Approssimazione, mancanza di coordinamento e protocolli d’intervento inefficaci sono le carenze emerse nel duplice incidente. Carenze che impensieriscono la cittadinanza sul futuro dei lavori che interesseranno il centro di Moena. Il cantiere in strada de Ischia aveva ripreso vita di buon mattino. Il lavoro è rodato: si tratta di tagliare nell’asfalto una stretta fessura profonda 40 centimetri dove calare i cavi di fibra ottica. Una fresa, di dimensioni spropositate per il tipo di lavoro, arranca sulla ripida strada de Ischia incidendo rumorosamente il piano stradale. Un gran botto e odore di bruciato sono i segni inequivocabili che la lama rotante ha incontrato dei cavi elettrici. La macchina continua a girare strappando i cavi che si avvolgono sulla fresa. Tutto si ferma. Malumore tra le maestranze che devono interrompere la progressione per liberare la grande lama metallica dal groviglio di fili. In attesa dei tecnici della SET l’attività riprende. Dopo la pausa pranzo l’incidente più grave: viene tagliato di netto il tubo del metano. Urla, panico e un acre odore di gas mette in allarme il circondario. «Sono uscito dalla mia falegnameria – spiega Bepi Zanoner – e il cantiere era in preda al panico. Nessuno sapeva cosa fare, tutti scappavano mentre il soffio di metano usciva sotto pressione dallo scavo». Arrivano i Vigili del Fuoco volontari ma nessuno interviene. Né i tecnici comunali, né i soccorritori sanno dove mettere le mani per fermare il flusso di gas . «All’inizio – spiega Giambattista Vanzo, comandante della locale stazione dei Vigili del Fuoco – abbiamo circoscritto la zona dell’incidente e invitato le persone della via a chiudere porte e finestre. Per precauzione abbiamo evacuato gli abitanti del condominio prossimo al luogo e li abbiamo trasferiti al vicino albergo El Laresh di proprietà del sindaco. Non potevamo far nulla per fermare il flusso di metano perché non possediamo le mappe del gasdotto e tanto meno siamo abilitati a intervenire sulle valvole». Due squadre di uomini, per un totale di 15 unità, sono rimaste a presidio del cantiere fino alle 21.30 quando i tecnici, dopo ore di attesa, finalmente chiudono la falla. Le persone evacuate, tutti turisti, non hanno voluto far rientro a casa e hanno passato la notte ospiti nell’albergo del sindaco. I cantieri ora sono fermi mentre i tecnici della SET stanno individuando tutte le linee che attraversano la prossima zona di scavo.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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