Moena. Elogio alle "ciaspole"

Da il 19 febbraio 2009

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ciaspolada.JPGUn tempo le utilizzavano gli indiani del Nord America, gli eschimesi e i cacciatori delle Alpi. Oggi sono diventate il distintivo di un turismo soft, quello che predilige gli spazi liberi e il silenzio. Parliamo delle racchette da neve, dette anche «ciaspole» o «craspe» a seconda delle parlate valligiane. Strumenti nati per progredire nella neve durante le battute di caccia e che oggi stanno conoscendo un vero boom. Ultimamente va molto di moda affrontare sentieri e pendii innevati muniti di racchette come alternativa allo sci. E’ soprattutto un’attività ludica, adatta a tutti, ma non esente da pericoli. «Negli ultimi inverni è cresciuta l’attenzione verso questo equipaggiamento» – conferma Livio Sommariva, titolare di un grande negozio di sport e noleggio nella centralissima piazza Sotegrava di Moena. «Particolarmente in questo inverno le racchette da neve vengono richieste specialmente per il fine settimana. Anche gli ospiti, che scelgono una settimana bianca, dedicano almeno una giornata a questa pratica sportiva ». Le «ciaspole» non hanno nulla a che vedere con gli attrezzi a forma di fagiolo di un tempo quando i materiali costitutivi erano principalmente il legno e lo spago. Oggi hanno un alto contenuto di tecnologia. Vengono fabbricate con materiali particolarmente leggeri e decisamente funzionali ai movimenti dell’uomo. La scocca che appoggia sulla neve è generalmente in materiale plastico ad alta resistenza, adatto ad affrontare temperature molto rigide, così come a sopportare le temperature miti delle giornate assolate La struttura è metallica costituita da leghe leggerissime, anche a base di titanio. Ci sono denti frontali, ramponi laterali per un «grip» elevato anche su terreni ghiacciati. Di conseguenza permettono itinerari anche più arditi, come creste e canaloni. Ci vuole quindi prudenza anche con questi attrezzi e, soprattutto, una buona dose di orientamento. Se in estate i sentieri sono perfettamente visibili e molto ben segnalati, in inverno, specialmente con una coltre così consistente di neve, trovare la giusta via diventa un problema serio. «Sarebbe opportuno – consiglia Livio Sommariva – che si realizzassero vicino ai nostri paesi alcuni percorsi dotati di segnaletica verticale in grado di indicare la giusta traccia anche negli inverni così ricchi di precipitazioni». Accanto al boom di racchette da neve si segnala un fortissimo incremento di vendite di bastoncini. «Sono molti i turisti, specialmente quelli in età, che chiedono questi strumenti che sono un valido aiuto per camminare sui sentieri in estate ma sopratutto svolgono un’importante funzione di appoggio sulle strade innevate e in presenza delle insidiose placche di ghiaccio».

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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