Moena. Ancora irrisolto il nodo della vecchia canonica

Da il 3 dicembre 2010

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L’immobiliare Croce si è aggiudicata l’antica canonica localizzata nel centro storico dell’abitato. L’amministrazione comunale però non si dà per sconfitta  e rilancia l’impegno per avere, anche in parte, l’unico degli edifici storici rimasti a Moena. La casa, di proprietà delle famiglie Rovisi e Sommavilla, anticamente era adibita a canonica. I documenti storici parlano di una struttura in legno appartenente alla Regola di Moena già dal 1500. Qui vi dimorarono per quasi trecento anni i curati di Moena e vi soggiornò, nel 1703, il principe vescovo di Trento in fuga davanti all’esercito francese. Nel 1830 il Comune di Moena aveva ceduto a privati l’edificio che conserva  ancora pregevoli opere dei pittori Valentino Rovisi e Giovanni Gabrielli. La traccia più evidente di questo celebre passato rimane nella facciata est dove il Rovisi, cresciuto alla scuola del Tiepolo, lasciò un affresco che rappresenta il passo evangelico del «Noli me tangere». La Maddalena, inginocchiata davanti al sepolcro, riconosce il Cristo risorto e questi la ammonisce di non toccarlo. E invece il vecchio edificio fu violato nella notte tra il cinque e il sei novembre 2004 da ignoti che misero tutto a fuoco. Un evento che rimase impresso nella mente dei moenesi, non solo per il bersaglio scelto dal piromane (o dai piromani), ma per il pericolo a cui fu esposto tutto il centro storico. Fu un cacciatore che si stava apprestando a una battuta di caccia a dare l’allarme richiamando sul posto i vigili volontari che ebbero la meglio dopo un lungo e pericoloso confronto con le fiamme. L’edificio, ormai inabitabile e semi – diroccato è rimasto per diversi anni abbandonato mentre varie trattative tentavano di dare all’immobile una nuova vita. La giunta Franceschetti si era sempre detta interessata a rilevare il rustico e la zona al primo dove più ricca era la testimonianza del genio artistico di Valentino Rovisi. Qui avrebbe volentieri trasferito la biblioteca  attualmente sistemata al terzo piano dell’edificio  comunale. Purtroppo nella lunga fase contrattuale durata diversi anni ha avuto la meglio l’immobiliare Croce che ha acquistato l’intero immobile. L’edificio non sarà abbattuto visto che è fortemente vincolato dal punto di vista storico  – artistico ma certamente andrà sul libero mercato. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale la maggioranza però ha rilanciato inserendo in bilancio la bella somma di un milione e mezzo per l’acquisto di parte dell’edificio . Un passo necessario per accendere un mutuo e contare su eventuali contributi provinciali. I due gruppi di minoranza si sono astenuti irritando il sindaco Franceschetti che su questo punto aveva chiesto l’unanimità.  

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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