Mobilità sostenibile in Valle di Fassa. Un miraggio

Da il 8 gennaio 2010

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bus.JPG«Vanno bene le strade, ancora meglio i grandi progetti come Metroland, ma poi c’è la mobilità quotidiana con cui dobbiamo fare i conti». Riccardo Franceschetti, presidente dell’Azienda di promozione turistica di Fassa, chiede alla Provincia non solo di volare alto, ma di avere un occhio di riguardo anche per i problemi di mobilità spicciola. Per questo invoca più risorse alla Provincia per gestire il servizio skibus in Valle di Fassa. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore Andrea Weiss che afferma: «Le esigenze di mobilità invernale in valle sono analoghe a quelle di città. Non si sa bene perché qui in Fassa deve essere l’Apt a gestire in toto il servizio». Essendo il servizio gratuito l’Apt chiederebbe alla Provincia un intervento di almeno il 30% della spesa. Per la stagione invernale 2009 l’Azienda della Val di Fassa sostiene un costo di 860 mila euro ( a cui si deve aggiungere l’Iva), un bell’impegno considerando che il compito delle Apt dovrebbe essere quello della promozione e commercializzazione delle vacanze e marginalmente interessarsi di mobilità. Malumore che ha spinto anche il consigliere ladino Luigi Chiocchetti a inserire, in occasione della discussione del bilancio provinciale,un ordine del giorno che invita la Giunta a farsi carico dei costi relativi al servizio di skibus. Il consigliere Chiocchetti ha sollecitato anche un progetto di turismo ecocompatibile in cui l’uso del mezzo proprio sia sostituito da quello pubblico. «Sono sempre più numerose – ha detto – le località turistiche nelle Alpi che puntano su un turismo ecologicamente sostenibile che fa a meno dell’automobile. L’attuale tendenza alle vacanze “mordi e fuggi” fa crescere la mole del traffico, visto che frequenti brevi soggiorni fanno aumentare verticalmente il numero di arrivi e partenze. Le colonne e gli ingorghi che si formano in alcuni fine settimana sono un chiaro esempio». Il modello ideale – per il consigliere Luigi Chiocchetti – è la località turistica di Werfenweng nel Salisburghese che da qualche anno ha applicato un “turismo senz’auto” un marchio unico di notevole valore. Agli ospiti che arrivano in treno vengono praticati sconti sul prezzo dell’alloggio e in loco vi sono dei veicoli elettrici che consentono di recarsi in tutti i punti della località. Il successo di questa iniziativa sta nella comprovata riduzione delle emissioni e in un aumento dei pernottamenti superiore alla media. Questa meta in Valle di Fassa è ancora lontana. Prima di tutto il parco macchine utilizzato per il servizio skibus impiega ancora macchine a gasolio. Non solo. I mezzi sono piuttosto datati ed emettono nuvole pestilenziali tali da dubitare che siano in regola con le norme. Riccardo Franceschetti ha minacciato, tra l’altro, di far eseguire controlli dalla Polizia sui libretti di circolazione dei mezzi più obsoleti. Poi c’è il problema di educare la clientela al mezzo pubblico evidenziando i vantaggi di tale scelta. Chi arriva alla stazione di Trento trova sei collegamenti con la Valle di Fassa nell’arco di 24 ore. La durata del viaggio Trento – Canazei è di 3 ore, (velocità media di 34 chilometri all’ora quando va bene). C’è poi il problema del collegamento albergo – impianti. Nonostante la disponibilità di una flotta di skibus gratuiti turisti preferiscono muoversi con il proprio mezzo. Possono caricare sci e scarponi e muoversi in piena libertà, intanto il parcheggio davanti agli impianti è gratuito. Si potrebbe applicare una tariffa oraria, o meglio ancora una quota fissa a giornata per rendere meno vantaggioso il proprio veicolo.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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