Meno incidenti, più infrazioni sulle piste da sci

Da il 28 aprile 2009

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poliziasci.jpgIn calo gli incidenti sciistici, aumentano invece le infrazioni. Come ogni anno si fa il conteggio dei sinistri rilevati nelle strutture delle principali stazioni invernali. «Non è una sterile contabilità di fine stagione – spiega Paolo Cristante, ispettore capo della Polizia di Stato di Moena – ma è un’analisi attenta di quello che succede sulle piste da sci. Il nostro archivio è una base importante per assumere poi provvedimenti utili alla collettività».In totale gli incidenti in Trentino fino alla prima domenica di aprile sono stati 4403. Un solo caso mortale, il decesso di una ragazza polacca a Pinzolo mentre c’è stata un’emergenza valanghe.«Se parliamo di slavine importanti – spiega l’ispettore capo -ci limitiamo a cinque interventi con 14 persone disperse ritrovate poi incolumi o con leggere ferite».Il giorno più impegnativo è stato il 21 gennaio quando in Valle di Fassa scesero sulle piste quattro slavine in serie. Super lavoro per i soccorritori, intervenuti con cinque elicotteri e sette unità cinofile. Il presidente della Provincia Lorenzo Dellai chiuse le piste della valle con forte disappunto degli operatori turistici. Scorrendo le cifre si deduce, ma questa non è una novità, che il maggior numero di incidenti si registrano nelle stazioni a maggior flusso turistico. I giorni festivi sono quelli più a rischio sempre per lo stesso motivo. I dati confermano che gli infortuni avvengono soprattutto nelle ore centrali della giornata dopo che gli sciatori hanno già affrontato più discese. Insomma la forma fisica incide sulla sicurezza. Gli sciatori della domenica che non hanno provveduto a una adeguata preparazione sono quelli più esposti a cadute accidentali. Poi ci sono le collisioni e qui entra in gioco non solo la casualità ma anche la velocità e l’alcol. Lo testimoniano le oltre 650 violazioni amministrative comminate per ubriachezza, velocità eccessiva, sorpasso pericoloso, obbligo del casco non rispettato e comportamento lesivo della sicurezza. Un buon deterrente potrebbe essere il ritiro dello skipass, come sulle strade è previsto quello della patente. Per ora la legge non lo prevede e quindi ci si ferma a una sanzione pecuniaria. Il triste fenomeno dei discesisti spericolati sotto effetto dell’alcol potrebbe essere in parte limitato se a bordo pista, specie nelle cosiddette “voliere”, fosse impedita la vendita di bevande alcoliche. Un provvedimento che i politici stentano a varare per la ostilità degli operatori economici. Comunque è cresciuta la maturità in genere degli sciatori nostrani che si presentano in pista indossando il casco (obbligatorio per legge sotto i 14 anni). Forse in futuro tale provvedimento potrebbe essere esteso a tutti, visto che i traumi cranici rappresentano una delle patologie più severe. Diverso invece l’approccio con la clientela straniera. Le pattuglie della Polizia di Stato infatti hanno rilevato una maggiore difficoltà a rapportarsi con i turisti che arrivano dall’est Europa. Oltre al problema della lingua, e quindi di comunicazione, non conoscono le regole e non sono abituati alla presenza di forze dell’ordine sulle piste.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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