La terrazza sulla Marmolada: un parassita di cemento

Da il 20 luglio 2011

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata dal consigliere Luigi Chiocchetti.In seguito all’inaugurazione della terrazza panoramica di Punta Rocca avvenuta sabato 16 luglio us., esprimo un giudizio fortemente negativo sulla realizzazione di quest’opera che, a mio avviso, aggiunge un ulteriore sfregio al profilo, già compromesso, della Regina delle Dolomiti.
Osservando le foto pubblicate sulla carta stampata e le immagini trasmesse in televisione, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad un enorme parassita di cemento strettamente e avidamente ancorato alla chiara roccia dolomitica. Uno spettacolo desolante (al quale si è tentato di attribuire anche una valenza sociale) che si fa ancor più scoraggiante nel momento in cui vi si legge la visione deformata, mercificata e consumistica di un patrimonio ambientale, geologico, culturale e storico senza pari. Alla luce di questo, sono rimasto sconcertato nell’apprendere che la Fondazione Dolomiti Unesco ha patrocinato l’iniziativa e non posso fare a meno di chiedermi come mai un’istituzione che fra i suoi scopi statutari ha quello di salvaguardare il Bene Unesco, quale è la Marmolada, e di diffondere la cultura della tutela del territorio, abbia sostenuto una realizzazione così irresponsabile e offensiva per il nostro ambiente. Di questo passo, invece di muoversi nella direzione di una vasta e ponderata tutela, si procede in senso contrario. Un orientamento che non condivido e sul quale anche la Provincia di Trento, quasi del tutto assente all’inaugurazione, dissente.
Ritengo che la Fondazione dovrebbe appoggiare iniziative che permettano uno sviluppo più rispettoso ed equilibrato delle Dolomiti e, con particolare riferimento alla Marmolada, agevolare l’attuazione di progetti che permettano di svilupparne le potenzialità ambientali e turistiche, in modo sostenibile e che aprano la prospettiva ad un futuro diverso, migliore.
Progetti in questo senso, volti inoltre alla rivalutazione dell’aspetto storico e culturale della Marmolada, sono già stati ampiamente discussi e valutati nel Protocollo d’intesa del 2002 tra Regione Veneto, Provincia autonoma di Trento, Provincia di Belluno, Comune di Canazei e Comune di Rocca Pietore, sfociato nel 2003 nel “Progetto di valorizzazione della Marmolada” e di recente ribaditi nell’accordo di programma “Fascia tel davegnir” sottoscritto tra il Comun General de Fascia e la Provincia autonoma di Trento. Vi si contemplano obiettivi meno macroscopici e “cinematografici” ma più vicini e attenti al territorio, che danno garanzie di una più alta tollerabilità per un territorio dagli equilibri delicati come quello dolomitico.
Se ciò che vogliamo davvero è salvaguardare e promuovere il nostro ambiente, insieme a quanto e a quanti lo abitano, (cito Luisa Bonesio nel volume “Marmolada”) “Non resta che fare un passo indietro […], non resta che scendere dalle montagne, e restituire loro spazio, silenzio, distanza e rispetto”.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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