La gioia di Moena per Mirko Felicetti

Da il 5 febbraio 2015
mirko felicetti moena 1

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MOENA. Applausi e brindisi per Mirko Felicetti, domenica sera all’Hotel Someda, dove parenti e amici hanno festeggiato il 2º posto nello slalom parallelo di Coppa del Mondo di snowboard conquistato il 31 gennaio a Rogla in Slovenia.

Nella sala dove a ogni gara si ritrova davanti al maxischermo tutta Someda, la frazione di Moena dove è cresciuto il ventiduenne Mirko, c’erano proprio tutti: mamma Giovanna, con le lacrime agli occhi per l’emozione, un raggiante papà Claudio, l’orgoglioso fratello Mattia, i vertici della Monti Pallidi, l’unione sportiva di Mirko, il sindaco di Moena Riccardo Franceschetti, Andrea Weiss, direttore dell’Apt di Fassa, gli zii, i compaesani e tanti amici. E Mirko, lì, a stringere mani e raccontare le vicende di Coppa e l’ultima impresa: «La pista di Rogla mi è sempre piaciuta – ha spiegato – e volevo confermarmi dopo il 2º posto del 2014 in Coppa Europa. Mi sentivo bene e l’unico timore l’ho avuto con Kosir, il favorito in Coppa del Mondo. Così ho dato il 110% e sono arrivato in finale, dove ho commesso un piccolo errore che mi è costato la vittoria».

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Certo, la vita di Mirko è cambiata molto dall’estate, quando è entrato nella squadra A della Nazionale di snowboard: «Viaggio spesso e lo stress è tanto perché bisogna essere sempre concentrati. A questi livelli è facile fare errori e uscire. E poi se ne risente. Ma l’ambiente mi piace e vivo esperienze importanti». Una stagione sorprendente non solo per Mirko, che oltre a Rogla è giunto 3º a Montafon il 18 dicembre in slalom parallelo e, sempre in questa specialità, 8º ai recenti Mondiali, ma per l’intero team italiano. «Siamo a sette podi stagionali. Il nostro gruppo ha caratteristiche diverse. E poi c’è Roland Fischnaller che con la sua esperienza ci dà consigli e sprona a maturare. Sabato, a fine gara, si è subito complimentato con me.

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Ci tiene a noi giovani». Figura chiave per i risultati di Mirko è l’allenatore Andrea Matteoli, che l’ha soprannominato “cavallo pazzo” per la sua voglia di sperimentare in pista. «Siamo in sintonia e mi aiuta a “surfare” al meglio. Giorni fa, mi ha fatto un esempio sull’acqua per spiegarmi come affrontare “vasche” e buche, che ho colto al volo e messo in pratica pure in gara». Anche se Mirko è l’ultimo arrivato in squadra si è messo subito a livello dei migliori, tanto che gli addetti ai lavori ne sottolineano la grande crescita. «Sono riuscito a ottenere risultati presto. E spero di continuare così anche grazie al confronto stimolante con i miei compagni». E se Rogla è una pista che Mirko conosce bene, le prossime gare sono su tracciati nuovi per lui e che spera d’interpretare al meglio con addosso i colori della Val di Fassa. (e.s.)

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