Il Trenino ladino, la mobilità sostenibile delle Dolomiti

Da il 4 luglio 2012

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Il treno non è una prerogativa per le sole valli di Fassa, Fiemme e  Cembra.

Esso ormai da tempo rientra nelle proposte di mobilità sostenibile nel bellunese e nelle valli ladine di Gardena e Badia.

La notizia è stata pubblicata dal quotidiano Alto Adige il 1 luglio scorso  e si riferisce al recente incontro organizzato dai Ladins Dolomites a Corvara  tra esponenti locali del turismo. dell’imprenditoria e simpatizzanti del movimento presieduto da Albert Pizzinini.

L’obiettivo dell’incontro era quello di prendere in considerazione nuove idee e visioni per lo sviluppo delle località ladine.

Tra queste visioni figura la realizzazione di un trenino che colleghi  le varie località ladine a quelle con le principali arterie di collegamento.

Lo spunto è dato da simili progetti realizzati in Svizzera partendo da una base consolidata.; la rete ferroviaria che fa tappa a Brunico potrebbe rappresentare il punto di partenza del “ Trenino ladino” che potrebbe salire in Alta Badia  per poi proseguire sul versante ampezzano, Bellunese in direzione di Cortina. Nel bellunese tra l’altro non si nasconde l’ambizione di pensare ad un collegamento ferroviaria Venezia-Belluno-Cortina-Zermat.

L’idea del treno, per le valli ladine rappresenta un passo nella direzione di uno sviluppo maggiormente sostenibile, con la riduzione della circolazione automobilistica, oltre ad un attrazione turistica in un ambiente che dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Nella visione ferroviaria dolomitica viene contemplato il trasporto bici e la necessaria integrazione con gli impianti di risalita. Il tutto potrebbe rappresentare un potenziale attrattivo importante su un turismo legato all’ambiente e non solo.

Le visioni gardenesi e badiote sono in piena sintonia che quelle di Transdolomites e in queste riteniamo sia del tutto realistico l’obiettivo di creare un collegamento ferroviario che metta in rete le valli di Gardena e Badia con la val di Fassa e di conseguenza con la ferrovia dell’Avisio.

Pensare che la Val di Fassa resti estranea a queste visioni vuol dire condannare la valle ad un inesorabile isolazionismo nel conteso di un progetto di mobilità ferroviaria nella regione dolomitica.

L’assunzione delle proprie responsabilità non riguarda solo i sindaci, ma anche le associazioni degli albergatori, impiantisti, APT, commercianti e dei residenti stessi.

E’ giunta l’ora di mobilitarsi, di smetterla di continuare a vivere con la testa nella sabbia come gli struzzi. E se non si ha il coraggio di fare la storia e di guardare al  domani con la faccia rivolta in avanti si abbia almeno il coraggio di ammetterlo.

Vigo di Fassa , 4 luglio 2012

Massimo Girardi  Presidente di Transdolomites  Tel 320.4039769

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