Il no ladino alla ferrovia, una figuraccia su tutti i fronti

Da il 9 luglio 2012

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Di Massimo Girardi - Quanto accaduto in occasione della recente Assemblea del Bim chiamata a decidere i merito allo studio di fattibilità per la ferrovia dell’Avisio rappresenta una figuraccia della Val di Fassa nei confronti della della sua stessa popolazione , nell’ambito provinciale  e soprattutto nella regione dolomitica dove il tema della mobilità ferroviaria è all’ordine del giorno e dove forte è la volontà politica di orientarsi in questa direzione. Ora la Val di Fassa, è politicamente isolata e ciò che dovrebbe far ben riflettere i fassani-ladini è che nemmeno nella visione di treno ladino dolomitico essi vengono considerati dalle vicine vallate ladine di Gardena e Badia. Il che è tutto dire sull’affidabilità politica di questa valle. Ciò che tra l’altro dispiace è che questa valle è stata messa alla berlina pubblicamente

Con la posizione assunta la Procuradora Cristina Donei ed i sindaci fassani sono l’ennesima dimostrazione  che la voce dei cittadini, molti di loro fassani, che hanno firmato e continuano a firmare la petizione per la ferrovia dell’Avisio  la voce dei cittadini di Fiemme, Cembra, Trento e le migliaia di turisti che nella ferrovia vedono la soluzione per una migliore qualità del turismo non merita alcuna considerazione.

Ciò  che è peggio è che in Fassa ci si è arrogati  il diritto di bloccare la volontà della maggioranza , Fiemme e Cembra , determinati  a voler procedere nella direzione dello studio di fattibilità; se ne sono strafregati  della volontà degli altri di voler lavorare per una sviluppo maggiormente sostenibile .

Si sono attribuiti  il diritto di decidere per la stessa città di Trento, perché la ferrovia dell’Avisio si presenta anche come proposta per la mobilità si ferro per la città di Trento. E’ vero, il comportamento dei sindaci fassani e dei vertici della commissione mobilità è stata un’autentica vigliaccata e voltafaccia  soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni di Riccardo Franceschetti che a riguardo delle soluzione per la mobilità per la Val di Fassa diceva di attendersi queste risposte appunto dallo studio di fattibilità che avrebbe dovuto commissionare il BIM .E la stessa posizione comune era emersa in occasione dell’ultima Assemblea di Vallata del BIM dove all’unanimità ( dunque anche i fassani) era stato affidato al Bim l’incarico di procedere sulla strada dello studio di fattibilità ferroviario. Questo comportamento  e il rifiuto di uno studio di fattibilità non hanno una logica né una giustificazione. Assumono una logica però se dietro a tutto ciò ad operare vi è una regia, dei mandanti. E’ dal 2009 che denuncio questo fatto, ma lo sanno in molti. Non si creda che i cittadini siano degli sprovveduti.

Siamo dinnanzi ad una netta presa in giro del BIM come Istituzione, del loro Presidente Armando Benedetti che con grande coraggio politico assieme Fabio Vanzetta ha lavorato con grande senso della diplomazia e di coinvolgimento dei territori sulla questione ferroviaria. Hanno altresì preso i giro tanti altri sindaci di Fiemme e Cembra che in questi ultimi mesi mano a  mano sono emersi con smepre più intraprendenza ad appoggiare la ferrovia dell’Avisio

Ora sindaci fassani, assieme ad alcuni membri della Commissione Mobilità del  Comun General de Fascia   sono diventati le vittime sacrificali di questa operazione di sabotaggio  ma essi non vanno né compatiti  né giustificati . Ognuno di loro va chiamato in causa e dovranno rendere pubblicamente conto delle loro decisioni . Ed assieme a loro la stessa sorte dovrà toccare appunto ai registi, coloro che all’ombra da anni stanno lavorando per boicottare il cammino della ferrovia dell’Avisio sottraendosi costantemente ad ogni pubblico confronto.

Nelle dichiarazioni a seguire a quanto accaduto in sede si Assemblea del BIM, ora la Procuradora cerca si rattoppare la posizione fassana supportata con così tanto zelo dal collega sindaco Franco Lorenz. Inutile arrampicarsi sugli  specchi perché il loro no ad ogni sorta di ferrovia o tram-treno è stato drastico. E le motivazioni apparse sui giornali sono la dimostrazione di argomentazioni imbeccate, vecchie , logore e del tutto insensate. Esempio quella del parcheggio a Lavis per lasciare le auto per salire nelle valli. Pura invenzione della Procuradora. Tutto ciò dimostra la totale impreparazione ad affrontare i temi della mobilità ma anche  la  conseguenza del costante rifiuto a partecipare ad ogni evento di Transdolomites sui temi della mobilità ferroviaria. Ne avrebbero avuto da imparare.

Sarebbe stato sicuramente un successo poter contare su un fronte compatto della valli disposto a procedere sullo studio di fattibilità.

Ma va bene così, forse è stato anche meglio così perché finalmente la val di Fassa si è esposta ed ora sappiamo chi attaccare.

Si perché alle interpretazioni di quanto accaduto, ora si deve pensare a reagire.

Il mio appello allora va prima di tutto va alle Giunte comunali , Consigli comunali, ad ogni sorta di categoria economica e associazioni; riscattate la Val di Fassa da questa figuraccia e ridate lei l’onore perso. Ribellatevi e che Fassa abbia il coraggio di fare pulizia in casa sua. Questo è un vostro dovere perché Fassa non può sempre aspettare che siano sempre  gli altri a  risolvere i suoi problemi .

Alle valli di Fiemme e Cembra ed anche alla città di Trento il mio invito alla mobilitazione generale. A tutti coloro che con dividono l’obiettivo della Ferrovia ; uniamoci creiamo il gruppo attorno al Comitato della Ferrovia delle valli dell’Avisio, date sostegno ai sindaci ed a tutti coloro che si stanno prodigando in questa operazione storica. Se la gente si muove , nulla potrà fermarla.

Cordialmente.

Massimo Girardi  Presidente di Transdolomites. Tel 320.4039769

vedi anche: Il no fassano al treno é una scelta miope

Mobilità sostenibile nelle nostre valli. Metroland o Trenino dellAvisio?

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Un Commento

  1. luigi

    10 luglio 2012 at 18:50

    confermo quanto scrive girardi. Luigi

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