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Autore ArgomentoDolomiti Patrimonio Naturale dellUmanità
admin
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Post Dolomiti Patrimonio Naturale dellUmanità
il: June 4, 2013, 20:55
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L’UNESCO dichiara le DOLOMITI “Patrimonio Naturale dell’Umanità”

In data 26 Giugno 2009, l’UNESCO ha inserito le montagne calcaree situate nel nordest d’Italia nella lista dei più bei paesaggi del mondo.
Con questo atto, le Nazioni Unite hanno riconosciuto ufficialmente tramite la propria organizzazione per l’educazione, la scienza e la cultura, le peculiarità e l’unicità delle Dolomiti.
Adesso le Dolomiti, con le loro note cime della Marmolada (3.342 m), delle Tre Cime di Lavaredo (2.999 m), dell’Averau (2.649 m), dello Sciliar (2.563 m), delle Pale di San Martino (3.192 m) e del Monte Pelmo (3.169 m) per citarne solo alcune, sono riconosciute a ragione fra le montagne più belle della Terra.

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Il riconoscimento corona un lungo cammino che ha sancito lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico delle "montagne più belle del mondo". L'area riconosciuta come patrimonio non include tutte le Dolomiti ma, in pratica, ricalca il perimetro delle aree naturali protette già istituite e dei Siti di Importanza Comunitaria già individuati nelle Dolomiti, questo perché l'Unesco chiede precise garanzie in merito alla tutela del bene inserito nel Patrimonio.

Grazie anche alla presenza e al lavoro dei Parchi è stato così possibile assolvere a tre principi fondamentali richiesti dall'Unesco:
a. l'adozione di una politica generale intesa ad assegnare una funzione strategica al patrimonio culturale e naturale nella vita collettiva e l'integrazione della protezione di questo patrimonio nei programmi di pianificazione generale: questo aspetto è assolto dagli strumenti di pianificazione dei Parchi.
b. l'istituzione sul territorio di uno o più servizi di protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, dotati di personale appropriato, provvisto dei mezzi necessari per adempiere i compiti che gli incombono: gli enti parco nascono proprio per svolgere queste funzioni di protezione e vigilanza richieste dall'Unesco.
c. lo sviluppo di studi e ricerche scientifiche per perfezionare i metodi di intervento che permettono a uno Stato di far fronte ai pericoli che minacciano il proprio patrimonio culturale o naturale: le attività di ricerca scientifica fanno parte delle finalità istituzionali dei Parchi, che realizzano monitoraggi, censimenti, studi scientifici per approfondire la conoscenza del patrimonio che sono chiamati a proteggere.

Nello specifico si tratta di nove gruppi dolomitici per un'estensione complessiva di 142 mila ettari, cui si aggiungono altri 85 mila ettari di 'aree cuscinetto', per un totale di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine. Fanno parte il gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, situati in Veneto, tra Cadore, Zoldano e Ampezzano; del massiccio della Marmolada, posto fra Trentino e Veneto e comprendente la cima piu' alta delle Dolomiti (3.343 metri) e il ghiacciaio più significativo; il gruppo formato dalle Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi, per lo piu' in territorio veneto ma anche Trentino; il gruppo formato dalle Dolomiti Friulane e d'Oltre Piave, le più orientali, suddivise fra le province friulane di Pordenone e Udine; le Dolomiti Settentrionali, situate fra Alto Adige e Veneto e comprendenti i frastagliati Cadini, le candide Dolomiti di Sesto, le austere Dolomiti d'Ampezzo, le lunari Dolomiti di Fanes, Senes e Braies; il gruppo Puez-Odle, tutto in territorio altoatesino, oggi splendido parco naturale; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; le Dolomiti di Brenta, le piu' occidentali, dove vive ancora l'orso bruno, tutte in territorio trentino; il Rio delle Foglie, uno straordinario canyon, unico al mondo, le cui stratificazioni rocciose dei più diversi colori e gli innumerevoli fossili di animali preistorici permettono di 'leggere' come in un libro aperto la storia geologica della Terra.

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