Fiemme e Fassa. Cresce a dismisura la popolazione canina

Da il 4 settembre 2010

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Sono molti, forse troppi e hanno cambiato radicalmente stile di vita. Un tempo andavano a caccia e vegliavano sulle nostre case. Ora fanno vita d’appartamento e soddisfano il nostro bisogno di affetto. Parliamo di cani, dei nostri amici a quattro zampe,la cui popolazione sta crescendo in maniera vertiginosa. Il fenomeno è più marcato nelle città ma anche le valli di Fiemme e Fassa non sfuggono a questa tendenza. Nel 2005 l’anagrafe canina segnalava la presenza di 273 cani in Fassa e 680 in Fiemme. A distanza di cinque anni la popolazione canina in Fassa è di 601 unità mentre in Fiemme di 1860. Davvero una forte crescita che in futuro potrebbe continuare e così anche i problemi connessi a tale diffusione. Il primo è sicuramente la sporcizia delle strade. Ora ci si è messa anche la diffusione della rabbia silvestre che obbliga i proprietari di cani a circoscrivere le quotidiane passeggiate alle aree urbane. E gli effetti si vedono. Quanti di noi, percorrendo i marciapiedi trasformati in latrina, devono pulire le suole delle scarpe dopo aver messo il piede in fallo. Alcuni comuni, come quelli di Ziano di Fiemme, hanno adottato regole più restrittive ma non è cosa semplice educare i padroni ad alcune semplici regole di civiltà. Oltre a insudiciare le strade mancano in valle degli spazi destinati al seppellimento. Per ora i loro corpi sono solamente dei “rifiuti speciali” da smaltire in maniera differenziata. Brutta fine per l’amico fedele dell’uomo. In alcuni comuni poi è stata richiesta l’individuazione di un’area destinata specificatamente alla passeggiata dei cani. Anche il settore alberghiero comincia a prestare attenzione alle necessità dei turisti che non vogliono abbandonare Fido durante le vacanze. A Vigo di Fassa, l’Hotel Mirafiori, condotto da Mariano Cecco, offre un trattamento a “5 stelle” per i cani. Ampio giardino dove correre e morbida cuccia vicino ai letti del padrone. Un’ospitalità che ha fatto ottenere alla famiglia Cecco un ambito riconoscimento alla Fiera del turismo di Milano. Nelle aree rurali, come le nostre valli, i cani erano di supporto alla caccia, servivano nelle fattorie per tenere lontani gli estranei o badare agli animali. Era una vita a contatto con la natura basata su un tacito patto con l’uomo: cibo e protezione in cambio di un servizio. Questo non escludeva ovviamente che tra uomo e animale si stabilisse un rapporto di amicizia alimentata da quella speciale indole canina caratterizzata da un forte attaccamento verso le persone. Oggi il male oscuro della città dove le persone vivono più isolate, hanno meno figli e i matrimoni durano poco, lambisce anche le valli periferiche. E tutto questo incide sull’aumento del numero degli animali domestici chiamati a riempire il vuoto delle nostre vite I cani sembrano essersi abituati al nuovo ruolo, forse perché non possono parlare, o solamente affrontano le mutate condizioni attingendo alle considerevoli capacità di adattamento. Noi invece diventiamo sempre più insofferenti alle tracce lasciate per strada mentre la convivenza tra cittadini si complica.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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