Fassaronda:realtà o fantasia?

Da il 3 dicembre 2009

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tracciatoimpianti.jpgPartire con gli sci da Moena e arrivare al Pordoi. Non è una scommessa tra atleti che praticano lo scialpinismo ma una proposta che Otto Lorenz, di Vigo di Fassa, ha rilanciato inondando di mail gli operatori turistici. Ci aveva provato la scorsa primavera con poco successo. Ora, all’inizio di una nuova stagione sciistica, ripete la sua proposta. Da tempo è il suo chiodo fisso, un’idea che gli è balenata guardando spesso la montagna che gli sta davanti casa. Nulla lo ha fatto recedere, nemmeno le difficoltà crescenti che incontra lo sci né il flop della vicina società Buffaure che lamenta cinque milioni di indebitamento. «Lo sciatore è diventato nel tempo sempre più bravo – spiega – e utilizza un’attrezzatura via via migliore. Di conseguenza sono premiate le località che offrono la possibilità di lunghi tour, che danno l’opportunità di spostarsi da una zona all’altra sci ai piedi in aree sempre più vaste». La prova, per Lorenz, sono le località di grido come la Val Gardena, la Val Badia, Marebbe, Riscone, Ischgl, Sankt Anton, Lech, Zuers, o Kitzbuehel, per restare in località alpine. Insomma la Val di Fassa, a eccezione di Canazei e Campitello, offre sì tante zone sciistiche, ma – sono parole sue – slegate e mal combinate tra loro. «Al contrario – spiega – ci sono località che non dormono, che hanno già realizzato collegamenti quanto mai interessanti (Val Gardena- Val Badia) o che si apprestano a farlo (Pinzolo – Campiglio,Val di Sole, Folgaria , Molveno – Andalo-Fai). E’ importante allora che anche la Bassa Val di Fassa e Moena si diano un traguardo nuovo per integrare in maniera ottimale le zone Lusia, Buffaure, Ciampedie e Alba. Se un domani si farà il collegamento da Alba al Belvedere ecco che Moena e tutta la Val di Fassa – conclude Lorenz – sarà inserita direttamente nel carosello più importante delle Dolomiti». Tutto avrebbe inizio da località Ronchi dove già esiste la stazione di partenza per l’Alpe Lusia. Qui inizierebbe il collegamento costituito da quattro impianti e altrettante piste. Una linea spezzata disegnata sul versante della montagna che porterebbe lo sciatore da Moena a Pozza. Qui poi, tramite il Buffaure e il Ciampac, c’è la possibilità di arrivare ad Alba dove è previsto il collegamento con il Belvedere: porta del Sella Ronda. Per Otto Lorenz la proposta lanciata per ben due volte rappresenterebbe una vera alternativa al traffico veicolare e in alcuni punti potrebbero essere ricavati i parcheggi di testata dove lasciare l’autovettura e continuare il viaggio con gli impianti. Peccato che per l’apertura della Val Jumela sia stata usata la stessa argomentazione che allo stato dei fatti non risulta veritiera. Il progetto non sembra aver trovato una sponda tra gli operatori turistici piuttosto freddi davanti a questa roboante proposta mentre gli ambientalisti la liquidano come fantasia allo stato puro.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

4 Commenti

  1. Matteo

    4 dicembre 2009 at 13:36

    Mi sembra una proposta interessante per dare una spinta allo sviluppo turistico di Moena; come potrebbe essere interessante anche l’altro collegamento di cui ho sentito parlare con la Ski Area Carezza.
    Credo che un buon amministratore debba essere lungimirante, non basta rendere il centro cittadino un bellissimo salotto se poi lo sciatore (che presumo essere il turista tipo per Moena) è costretto a muoversi sempre con mezzi (propri o pubblici) verso gli impianti di valle!
    Commento senza cognizione di causa riguardo ai vari impatti ambientali ed realizzabilità tecnico/economica dei vari progetti ma credo che la volontà di realizzare qualcosa in più sia già un bel punto di partenza.

  2. alessandro

    5 dicembre 2009 at 11:44

    Io credo che non sia il caso di fare nuovi impianti: ce ne sono abastanza. E’ ora di smetterla di rovinare le montagne. Piuttosto incentivare la mobilità ecologica con mezzi pubblici non inquinanti.

  3. Paolo

    6 dicembre 2009 at 19:37

    Ritengo che sia la strada da percorrere e non solo per aumentare l’attrattiva turistica ma soprattutto per migliorare sempre più la salubrità dell’ambiente, valorizzando le qualità di Moena. Ogni uno di noi utilizza la macchina per andare al lavoro, a prendere i figli a scuola, ecc, passando in media due ore al giorno in macchina . Ciò induce il turista a ricercare luoghi di vacanza dove possa godere della natura, dell aria pura, degli svaghi senza dover ricorrere all’auto o ai mezzi pubblici.

    Il modelo da seguire, a mio modo di vedere, è quello già seguito da Bolzano; garage sotterranei con l’accesso diretto al centro storico. Piste e passeggiate raggiungibili a piedi con impianti a basso impatto ambientale senza l’utilizzo di mezzi privati o pubblici su gomma (esempio potrebbe essere preso dalle scale mobili di Vigo o da quelle di Belluno; una scala mobile che porta verso Someda permetterebbe sia il collegamento di Someda a Moena per i pedoni sia agli sciatori di raggiungere il Lusia basterebbe fare una pista che collega Someda al Lusia. Rientrando in città dalla pista già esistente ma scarsamente utilizzata).

  4. Francesco

    9 dicembre 2009 at 18:16

    che fine ha fatto il progetto della nuova cabinovia Soraga-Lusia? era annunciata come novità della stagione invernale 2009-2010…

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