Escursionisti! Evitate di andare in Val S. Nicolò e in Val Monzoni

Da il 3 gennaio 2010

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motoslittenicolo.JPGDiciotto passaggi in un’ora: troppi per i polmoni degli escursionisti che intraprendono una passeggiata in Val S. Nicolò o nella Val dei Monzoni (Valle di Fassa). E così molti hanno deciso di cancellare questi itinerari dai loro programmi. «Non verremo più in questa zona – protestano due coniugi di La Spezia – e lo diremo anche ai nostri amici e conoscenti».Parliamo del transito delle motoslitte di servizio che portano alle baite presenti in quell’area. A infastidire chi va a piedi o con gli sci è il via vai di mezzi a motore che fanno da navetta per gli esercizi in quota che offrono pranzi e cene magari con la possibilità di discesa con slittini. In discussione non è tanto il ruolo ricoperto da questi mezzi per rifornire di viveri e riportare a valle i rifiuti. Nessuno, infatti, pretende che tale compito venga svolto dalla figura, ormai scomparsa, del portatore. Sarebbe sufficiente far circolare le motoslitte in determinate fasce orarie nel mattino e alla sera. Quello che veramente disturba è il servizio di navetta per gli avventori (persone spesso giovani e nel pieno del vigore fisico) che si fanno scarrozzare su vagoncini al traino delle motoslitte. Nelle giornate di bel tempo i percorsi che portano in Val S. Nicolò o nella Val dei Monzoni sono oggetto di passaggio continuo. Chi pensa di affrontare una passeggiata in quella zona è sottoposto continuamente al rumore, all’odore nauseante della miscela bruciata e al pericolo di essere travolto dai mezzi in qualche punto cieco della tracciato. Una situazione che ha suscitato lamentele e fatto cancellare le due valli laterali, che insistono sul territorio comunale di Pozza, dai programmi degli escursionisti. La presenza di motoslitte (circa 40 mila unità in tutto l’arco alpino) è oggetto di discussione, un problema che si protrae da tempo anche per un vuoto legislativo. Questi veicoli a motore sono ignorati dal Codice della strada italiano, per il nostro paese la motoslitta semplicemente non esiste. C’è poi anche l’aspetto ambientale così caro alla SAT che chiede con forza che la montagna non diventi un luna park dove i rifugi si trasformano in discoteche e le baite in ristoranti d’alta quota. «Da tempo – spiega Claudio Bassetti che per anni ha guidato la commissione Tam (territorio ambiente montano) della SAT- chiediamo che motoslitte e gatti siano usati solo per servizio e non per divertimento». In passato era stata segnalata più volte in questa zona la presenza di motoslitte lanciate a tutto gas specialmente in ore notturne. Si era dovuto anche lamentare un grave incidente, nato dalla collisione di una motoslitta contro un’edicola sacra. Il fenomeno, dopo numerose prese di posizione, si è ridotto. Rimane ora la necessità di regolamentare il flusso di turisti su mezzi motorizzati. La cultura locare non dovrebbe incentivare cattive abitudini cittadine ma sottolineare come la frequentazione della montagna deve uniformarsi a uno stile sobrio e al ritmo lento. Raggiungere una baita con i propri mezzi poi farebbe molto bene alla salute, specialmente a chi abita nelle grandi città dove camminare è sempre più difficile. Portare in quota le persone con motoslitte dovrebbe essere una rara eccezione limitata a casi di handicap o persone in età avanzata.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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