E’ indispensabile un soccorso avanzato notturno

Da il 15 novembre 2010

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E’ indispensabile un servizio di  urgenza-emergenza ventiquattro ore su ventiquattro presso la postazione del 118 di Pozza di Fassa.  Lo hanno chiesto gli amministratori della Valle di Fassa che hanno incontrato, nella sede politica dell’Union autonomista ladina (Ual) di Pozza, l’assessore alla Sanità Ugo Rossi, il neo direttore provinciale per i servizi sanitari Luciano Flor e la direttrice del distretto sanitario di Trento Paola Maccani. La presenza diurna in valle di un mezzo di soccorso sanitario avanzato risale al 2004. In caso di incidenti o malori, classificati con codice “rosso o giallo”, interviene portando sul posto un infermiere addestrato alle emergenze e al sostegno degli equipaggi delle autoambulanze ma anche una serie di attrezzature per il primo intervento. In base alle condizioni del paziente l’infermiere dialoga con il centro operativo di Trento, attiva l’elisoccorso o sale sull’autolettiga prestando le prime cure all’infortunato fino al più vicino ospedale. Il servizio diurno funziona dalle 8 alle 20 di tutti i giorni mentre di notte opera solo il fine settimana nel periodo turistico estivo o invernale. La sinergia tra infermiere professionale, personale delle autolettighe ed eliambulanza ha dato degli ottimi risultati. Purtroppo questa assistenza  qualificata decade nel periodo notturno quando anche l’eliambulanza non può alzarsi in volo. In questo caso sono soltanto i volontari del soccorso a far fronte alle emergenze. Una situazione da correggere al più presto per gli amministratori e il consigliere ladino Luigi Chiocchetti che da tempo sollecita la giunta su questa priorità. L’assessore ha promesso di intervenire ma il problema non è solo finanziario: richiede infatti la presenza in valle di Fassa di personale adeguato.  La promozione del benessere familiare e della natalità è un altro dei punti su cui da tempo è focalizzata l’attenzione della Ual. Anche di questo tema si è parlato nell’incontro. Altro punto importante è lo sviluppo del distretto famiglia anche in Val di Fassa con  il marchio Family per creare un’intera vallata a misura di famiglia. Ci sono poi delle carenze legate all’invecchiamento della popolazione e al  disagio sociale e psichico che necessitano di figure specialistiche in valle, come il medico geriatra, il fisiatra e il logopedista, un servizio di fisioterapia infantile e la neuropsichiatria. Su questi punti i responsabili della Sanità trentina rinviano all’attuazione della nuova legge sanitaria che ridefinisce i distretti sanitari in aderenza alle nuove comunità di valle.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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