Chi ha notizie della lapide di Francesco Facchini?

Da il 11 dicembre 2009

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lapidefacchini.jpgE’ introvabile la lapide che ricorda la figura del grande botanico Francesco Facchini di Forno, frazione di Moena. Originariamente si trovava murata sul lato sud della Pieve di S. Giovanni, ma dopo i lavori di restauro a cui è stata sottoposta la storica chiesa si sono perse le tracce. La scoperta è di Alberto Chiocchetti di Moena, che da grande appassionato di botanica ora è diventato un tenace investigatore. Francesco Facchini nacque a Forno di Moena nel 1788, studiò a Masi di Cavalese sotto la direzione del sacerdote Cristoforo Welponer, poi passò a Trento a Innsbruck fino a raggiungere Monaco di Baviera dove approfondì gli studi filosofici. Dal 1813 e per tre anni frequentò i corsi di medicina a Padova e poi a Pavia dove si laureò. Esercitò a Predazzo, Moena e a Vigo di Fassa. Nel 1838 abbandonò la pratica medica per dedicarsi completamente allo studio della botanica, che gli diede grande fama in Europa. Scoprì numerose specie come il Sempervivum Dolomiticum Facchinii, la Saxifraga depressa Facchinii, la Fachinia Lanceolata ed altre. Morì a Vigo di Fassa nel 1852 all’età di 64 anni, lasciando l’erbario all’amico Ambrosi, che lo donò al Museo di Trento. Per suo volere metà dei beni andarono ai poveri di Forno e l’altra metà ai parenti, che a sua memoria murarono un marmo sul lato est della chiesa di S. Giovanni. La lapide è rimasta in loco fino ai lavori di restauro che hanno interessato l’edifico sacro. In quell’occasione tutte le lapidi sono state rimosse, consegnate ai famigliari o si trovano depositate nel vicino cimitero. «Della lapide del Facchini – spiega Alberto Chiocchetti – non c’è più traccia. Ho chiesto al parroco di S. Giovanni, ai parenti ma nessuno sa dirmi dove è finita. Eppure è stata censita e fotografata. E’ un vero peccato perché così cancelliamo la nostra memoria storica e il ricordo di uno scienziato di grande fama. Ho già incontrato, nelle mie esplorazioni alla ricerca di specie rare di fiori, botanici stranieri che seguivano gli appunti di Facchini. Noi che possiamo vantare le origini del botanico dovremmo conservarne li ricordo. Castello di Fiemme ha dedicato un dipinto e ora realizzerà una piccola statua alla mamma del pittore Giovanni Segantini che non è mai stato in Fiemme. In Valle di Fassa invece perdiamo le tracce di un uomo che è nato e vissuto qui per molto tempo». Alberto Chiocchetti è intenzionato a ritrovare la lapide dedicata dai parenti a Francesco Facchini che potrebbe poi essere murata nella piccolo edificio che si trova accanto alla Pieve e che per anni è stata la sua casa.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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