Bilancio stagionale in Valle di Fassa

Da il 28 settembre 2009

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fuciadeestate.JPGGiugno con il segno meno, luglio nella media e agosto in grande spolvero. L’andamento turistico della stagione estiva, anche se altalenante, ha dissolto le nebbie di una crisi che tiene banco da troppo tempo. «C’è soddisfazione – spiega Andrea Weiss, direttore dell’Azienda di promozione turistica della Valle di Fassa – perché la stagione estiva, da sempre la più delicata per la montagna, si è conclusa positivamente. E’ certo che tutti noi, parlo degli operatori turistici ed economici ma anche degli amministratori, siamo chiamati a elaborare nuove strategie per un mercato sempre più concorrenziale». Non è tempo di abbassare la guardia ma è invece necessario affrontare i nodi critici dell’ospitalità .Da tempo la Valle di Fassa, uno dei distretti turistici più attrezzati e di richiamo del Trentino, soffre di un male oscuro che la consuma dal di dentro. Sono 55 mila i posti letto disponibili da Moena alla Marmolada (dato ufficioso). Troppi per occuparli tutti. «Effettivamente – spiega Weiss – l’offerta è sproporzionata alla domanda. A soffrirne di più è il settore extralberghiero che dispone di circa i due terzi della ricettività. Questa situazione scatena una concorrenza interna che obbliga un po’ tutti a limare i listini. Ecco perché la Valle di Fassa ha un ottimo rapporto qualità – prezzo. A prima vista questo può apparire un vantaggio, ma non è così. Molte aziende lavorano al limite. Hanno bisogno di liquidità per pagare mutui e lavori di miglioria ma non riescono a capitalizzare per il futuro». In sintesi, per riprendere la favola di Esopo, si rischia di vivere da cicale e poco da formiche con tutte le conseguenze del caso. Cosa fare? Spetta alla politica fissare dei paletti, non certo a una azienda che invece si occupa di favorire la presenza turistica sul territorio. Se il settore alberghiero è più governabile, per esempio incentivando la riduzione dei posti letto, l’extralberghiero si presenta di difficile gestione. In valle c’è una grande richiesta della prima casa. Forse è possibile una riconversione ma con quali mezzi e strumenti? Un secondo aspetto, che merita nuove strategie, è la mobilità in tempo di stagione. «E’ troppo presto – spiega Andrea Weiss – per valutare l’impatto della circonvallazione sulle presenze di Moena. Posso affermare che comunque questa opera è positiva per i clienti della “Fata” che certamente saranno incentivati a ritornare in un paese libero dal traffico. Ma è tutta la Valle di Fassa a trarne vantaggio perché ha reso fluido un punto cruciale della statale delle Dolomiti. Dobbiamo lavorare meglio sfruttando gli impianti a fune che disponiamo. Nel corso dell’estate abbiamo registrato una crescita significativa nella vendita dei “Panorama pass” (carta che permette l’uso combinato di mezzi pubblici e impianti a fune) . E’ necessario diffondere questo strumento che dovrebbe fare parte integrante dell’offerta turistica». C’è poi una comprensibile attesa sul “ritorno” d’immagine dalla recente dichiarazione delle Dolomiti, come patrimonio dell’umanità. «E’ ovvio – conclude Weiss – che non basta un riconoscimento, anche se prestigioso, per far crescere la visibilità della nostra valle. Sono necessarie politiche coerenti sul territorio e un grande lavoro di rete».
Ecco i dati relativi ai tre mesi estivi.In giugno il numero delle presenze negli alberghi è calato, rispetto al 2008 del 5,56% mentre nel settore extralberghiero solo del 1,61%. In luglio i dati indicano una ripresa degli alberghi (+1,97) mentre la richiesta di case in affitto resta debole (- 0,32%) In agosto, mese che ha fatto tornare il sorriso, gli alberghi si attestano su un +12,27% di arrivi mentre gli appartamentisti sono rimasti in zona rossa con un – 1,32%.

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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