Auto sanitaria 24 ore su 24. Mozione di Luigi Chiocchetti

Da il 8 novembre 2009

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autosanitaria.JPGL’auto sanitaria deve essere operativa per 24 ore. Lo richiede con forza il consigliere Luigi Chiocchetti in una mozione rivolta al presidente del Consiglio della Provincia. Il tema della copertura del servizio infermieristico specializzato d’emergenza nelle valli dell’Avisio non è nuovo ma tuttora è dimenticato dai responsabili provinciali. «Pur riconoscendo il buon stato della sanità trentina – afferma Chiocchetti – va rilevato che le realtà periferiche soffrono ancora di alcune carenze, accentuate anche da una significativa distanza dagli ospedali, distanza che a volte può risultare fatale». I centri della Valle di Fassa distano in media dall’ospedale di Cavalese dai 25 ai 45 chilometri. In aggiunta la viabilità, specie nelle stagioni turistiche, non sempre agevole e scorrevole come i casi urgenti richiederebbero. Il servizio infermieristico specializzato, cioè la figura di un infermiere professionale particolarmente attrezzato per le emergenze, copre la fascia oraria diurna (dalle 8 alle 20). Durante le ore notturne il servizio è attivo solo alcuni venerdì e sabato, per un totale di 50 notti,. Ne deriva che su 365 notti all’anno, ben 315 gravano sulle spalle dell’encomiabile servizio dei volontari della Croce Rossa e Croce Bianca della Valle. Purtroppo le statistiche parlano chiaro: l’86% degli eventi notturni del tipo codice rosso e giallo risulta potenzialmente scoperto dal servizio d’emergenza infermieristico specializzato mentre solo il 14% è assistito da personale professionale. « Se poi consideriamo – spiega Luigi Chiocchetti – che nel 2008 gli eventi notturni del tipo codice rosso e giallo sono stati 311 su 1631, pari al 19% e che di questi ben 268 sono stati potenzialmente scoperti dal servizio svolto dall’auto sanitaria, il dato risulta ancora più allarmante e preoccupante. Diventa quindi anche una necessità dei volontari stessi, ormai non più rinviabile, quella di avere al loro fianco personale specializzato in grado di rispondere adeguatamente alle emergenze che via via si presentano, in particolari situazioni, sgravandoli da responsabilità che non possono e non devono in alcun modo ricadere sulle loro spalle». Già nel protocollo d’intesa siglato il 9 maggio 2008 tra l’Assessore provinciale alla salute e i Presidenti del Comitato di Distretto di Fassa e Fiemme si dava evidenza alla problematica, impegnando l’Azienda sanitaria a verificare la possibilità di assicurare presso la postazione del 118 di Pozza di Fassa il modello di assistenza sanitarizzata ventiquattro ore su ventiquattro. Purtroppo nel 2009 non ci sono state decisioni in merito. « Alla luce di quanto sopra – conclude il consigliere Chiocchetti – è ormai inderogabile che il servizio urgenza – emergenza 24 ore su 24 venga esteso anche alla Valle di Fassa a cominciare già dalla prossima stagione invernale, per estenderlo successivamente a tutto l’arco dell’anno».

About Gilberto Bonani

Corrispondente giornali Trentino, Vita Trentina e Avisio

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